27.12.2023 – 13:00 – Dal 2018, data di adozione del Piano regionale di gestione dei rifiuti speciali e amianto, in Friuli Venezia Giulia sono state rimosse quasi 55.000 tonnellate di manufatti contenenti amianto, grazie a uno stanziamento dedicato di poco meno di 14 milioni di euro. Ora, a sei anni di distanza, la Regione è tenuta ad aggiornare il piano, adeguandolo alle norme del Programmanazionale per la gestione dei rifiuti (Pngr). Lo ha spiegato l’assessore alla Difesa dell’Ambiente Fabio Scoccimarro, promotore dell’iniziativa, che include l’accorpamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti speciali del 2016 e del Piano regionale amianto del 2018 in un testo unico.
Gli obiettivi del piano rinnovato non differiscono dal precedente, ma integrano alcune modifiche al fine di perfezionarne l’efficacia e procedere verso la conclusione della bonifica sull’intero territorio regionale. La presenza di amianto mappata fino ad ora in regione interessa 30 comuni, cui corrisponde oltre la metà della popolazione residente. La revisione del piano di gestione dei rifiuti speciali e dell’amianto dovrebbe anche portare al superamento di certe farraginosità nella macchina di bonifica riscontrate negli anni passati e denunciate da diverse voci.
Perché l’amianto è pericoloso per la salute? Le fibre di amianto, se inalate, possono causare una serie di patologie a livello polmonare, dall’asbestosi al temibile mesotelioma della pleura, che tipicamente insorge a molti anni di distanza dall’esposizione. In Italia l’amianto è stato messo al bando oltre trent’anni fa con la legge 257/1992. Un primo passo, in anticipo sulle indicazioni UE, che ha portato a indubbi benefici per la salute pubblica e alla salvaguardia dei lavoratori esposti, ma per cui c’è ancora molto da fare. Secondo il CNR sarebbero circa 32 milioni le tonnellate di materiale da bonificare nel nostro Paese, a fronte della necessità di pervenire alla completa eliminazione delle scorie entro il primo semestre del 2025, come imposto dal Regolamento UE 2016/1005.
Negli ultimi decenni c’è stata una presa di coscienza pressoché totale sui pericoli dell’amianto anche in Friuli Venezia Giulia, in particolar modo a seguito delle molte vittime nel monfalconese e tra gli ex lavoratori del Porto di Trieste. Se i casi di risarcimento per danni fisici e malattie sono ormai noti e relativamente frequenti, lo scorso anno a Trieste si è registrato il primo caso di riconoscimento da parte della Corte di Appello di un disturbo dell’adattamento con umore depresso ad andamento cronico causato proprio dalle patologie sviluppate in seguito all’esposizione all’amianto.
(p.l.)


