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venerdì, 9 Dicembre 2022

Porto di Trieste e amianto, Corte di Appello riconosce per la prima volta il danno psichico

15.07.2022 – 13.24 – La Corte di Appello di Trieste ha accolto l’appello di Claudio Visintin, vittima dell’amianto che ha contratto infermità correlate all’absesto per il lavoro svolto come portuale nel Porto di Trieste. Visintin, classe 1951, originario di Bue d’Istria, si era ammalato rispettivamente “di placche pleuriche, e con lesione psicobiologica” che avevano determinato “un disturbo dell’adattamento con umore depresso ad andamento cronico“.
L’uomo aveva lavorato per la Compagnia portuale/Coop dal 1970 al 1981, solitamente nell’ambito del facchinaggio. Occorre sottolineare che non si trattava dunque di un impiego con l’Authority, come spesso avviene nel caso di portuali ammalati di patologie correlate all’amianto, ma di una ditta privata esterna. Durante il servizio era stato esposto a polveri e fibre di amianto. Spesso infatti movimentava sacchi di juta contenenti l’asbesto e manipolava materiali friabili e compatti in amianto. Come tanti operai che poi si sono ammalati delle gravi patologie legate all’amianto respirava le polveri killer senza protezioni e senza conoscerne il rischio.

L’Inail nel 2015 aveva accertato la malattia professionale di ispessimenti pleurici con una menomazione all’integrità psicofisica del 3%, spiegando così che l’operaio non avesse diritto ad alcun indennizzo perché, per ottenerlo, per legge sono necessari postumi invalidanti del 6%.
Eppure già dal 2015 la sua vita era notevolmente cambiata, aveva difficoltà respiratoria, stanchezza eccessiva, senza considerare la preoccupazione costante di potersi ammalare di mesotelioma e il fastidio per la necessità di continui controlli sanitari. Aveva anche modificato i suoi rapporti con i familiari e con gli amici preoccupato di aver esposto la moglie e i figli all’amianto. L’angoscia era tale che il 23 febbraio 2016 era arrivato a tentare il suicidio. All’epoca che gli avevano certificato un disturbo post traumatico da stress subito per l’esposizione all’amianto e all’insorgenza delle placche pleuriche, che rappresentano spesso il primo stadio del mesotelioma. Si tratta di uno dei tumori più aggressivi, causati esclusivamente dall’amianto, purtroppo spesso mortale.

“Il Tribunale di Trieste nel 2021 non aveva riconosciuto all’uomo il disturbo psichiatrico quale patologia professionale asbesto correlata, ora la Corte di Appello con questa sentenza, nella quale ha quantificato un danno complessivo liquidato di € 12.573,00 a cui vanno aggiunte le rivalutazioni annuali e gli interessi, apre le porte ad una nuova frontiera del danno e afferma che deve essere risarcito anche il danno psichico, oltre al danno morale. Una vittoria storica perché Visintin non era dipendente dell’Autorità Portuale, bensì della Compagnia Portuale/Coop. Abbiamo ottenuto un significativo risultato che finalmente gli rende un po’ di giustizia, anche se questa somma è minima. Purtroppo questo rischio è sempre sottovalutato, anche in termini risarcitori, nonostante il flagello dell’amianto, che ha ucciso e continua ad uccidere in Trieste e nella Venezia Giulia” – spiega Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, legale del portuale.

[z.s.]

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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