20.11.2023 – 18.03 – “Bene che si sia finalmente abbandonata l’idea dello zoo acquatico, ma attenzione a greenwashing, obsolescenza e cementificazione. L’area della Lanterna va restituita alla città”. Adesso Trieste interviene sulla presentazione del progetto rivisitato del Parco del Mare tenutasi questa mattina: “Ci sono voluti vent’anni perché i promotori del Parco del Mare si rendessero conto che uno zoo acquatico fosse un’idea fuori dal tempo, insostenibile da qualunque punto di vista”, attacca Riccardo Laterza, capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio comunale. “Estendiamo questo slancio di consapevolezza e rendiamoci conto, senza far passare un altro ventennio, che l’area della Lanterna non va cementificata ma restituita alla città con spazi aperti e verdi. E che i più di trenta milioni previsti per la mega opera possono essere utilizzati per progetti più utili: un Parco del Mare diffuso che tuteli e valorizzi il mare e l’economia blu, e un piano di rigenerazione commerciale delle periferie.”
Anche la consigliera regionale del Patto per l’Autonomia, Giulia Massolino, esprime perplessità. “Innovazione tecnologica è ben altro. La tecnologia nell’ambito dei beni culturali è un’interessante opportunità se applicata integrando opportunamente virtuale e reale. Sappiamo che le tecnologie di fruizione dei contenuti multimediali, specialmente di tali dimensioni, sono estremamente costose e hanno alti costi di manutenzione e sostituzione, vista la veloce obsolescenza. Attenzione anche al rischio greenwashing: non si capisce come l’idrogeno possa essere integrato anche in questo progetto e alle belle parole sull’importanza delle infrastrutture verdi andrebbe abbinato un serio ragionamento sulle alberature contro le isole di calore e sull’adattamento ai cambiamenti climatici. Infine, curioso che si scelga di inserire in uno dei più begli spazi di Trieste un edificio sostanzialmente chiuso e buio, dal cui interno non si possa neanche intravedere il mare su cui è affacciato.”
[c.s.]


