A Muggia un concerto in memoria dell’alpinista Julius Kugy

27.11.2023 – 11:00 – Julius Kugy, uomo dall’ingegno multiforme vissuto nell’ultima fase dell’epoca “austro-ungarica” di Trieste, moriva pressappoco ottant’anni fa. Per la precisione la sua vita avventurosa iniziata a Gorizia nel 1858 si spense nel febbraio del 1944, proprio a Trieste, dove aveva studiato e trascorso la gran parte dei suoi anni. Commerciante, musicista, botanico e poeta, Julius Kugy fu soprattutto uno scalatore e alpinista e dedicò gran parte delle sue fatiche alla porzione orientale delle Alpi, dove aprì una cinquantina di nuove vie assieme a diverse guide locali.

È proprio alla figura di Julius Kugy che è dedicato l’atto unico che l’Orchestra a Fiati “Città di Muggia” propone domenica 3 dicembre alle ore 17:30 al Teatro Verdi di Muggia. Un concerto-spettacolo a ingresso libero che si sviluppa su un testo scritto dal triestino Giorgio Micheli e che prevede la direzione musicale di Andrea Sfetez e la regia di Michela Cembran, impegnata sul palco accanto a Pierluca Famularo e Riccardo Beltrame. Si tratta di uno spettacolo di “piccolo teatro musicale”, spiega Sfetez, in cui si vuole dare risalto alla figura di Kugy, divenuto una leggenda per le sue imprese alpinistiche accanto a guide alpine e allievi del calibro di Oitzinger (tarvisiano austriaco), Pesamosca (Val Raccolana) e del triestino Dougan, i quali per certi versi precorsero lo spirito dell’attuale ideale europeista di collaborazione tra popoli fratelli.

“L’episodio intorno a cui si sviluppa l’atto unico – prosegue Sfetez – è quello relativo alla separazione forzata del gruppo degli invincibili scalatori che si sono trovati, a un certo punto, sottoposti a due differenti bandiere: allo scoppio del conflitto mondiale Kugy infatti, in virtù delle sue alte precise conoscenze del tarvisiano, viene nominato Alpine Referent per l’esercito Austro-Ungarico, mentre Pesamosca, suo fratello di cordata, si arruola volontario con i regi alpini. Ma l’amicizia profonda e incondizionata può, a volte, vincere sulle ferree regole marziali”. Lo spettacolo in particolare si sofferma su un episodio, rislante al 1915, che riguarda un piccolo gruppo di alpini italiani impegnati ad attraversare la “Cengia degli Dei” (un anello alpinistico di estrema difficoltà sognato, ma non portato a termine da Kugy, Oitzinger e Pesamosca), che fu scorto dagli Jaeger austriaci.

(p.l.)

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