03.10.2023 – 14:00 – Nella splendida regione del Friuli Venezia Giulia, la città di Trieste sta dimostrando un forte impegno nella promozione e nell’adozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Questa mattina, durante una conferenza stampa tenutasi nello stand Barcolana del Comune di Trieste in Piazza Unità d’Italia, sono stati rivelati i dettagli salienti su come la regione stia abbracciando questa innovativa iniziativa energetica. Introdotti dall’assessore alla Pianificazione Territoriale e Ambiente del Comune di Trieste Michele Babuder sono intervenuti alla conferenza stampa Luigino Bottoni, presidente Comunità Collinare del Friuli; Michele Fabbro presidente dell’Assemblea dei sindaci Comunità Collinare del Friuli, Gianbattista Turridano consigliere comitato esecutivo Comunità Collinare del Friuli con delega alle energie rinnovabili. Una leadership importante da parte della città nell’adozione di CER.
All’interno di questo accordo, un supporto alla progettazione, realizzazione e gestione di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) può essere dato dall’Ente RECOCER (Regia Coordinata dei processi di costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili), Ente che fa parte della Comunità Collinare del Friuli (CCF). Il Progetto RECOCER è il più grande progetto di CER (Comunità energetica rinnovabile) finora attivato in Italia, con un budget di 5,4 milioni di euro stanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia, con il coinvolgimento di enti locali e imprese su un territorio di 16 Comuni con 55.000 abitanti.
In collaborazione con la Comunità Collinare del Friuli, Trieste ha già realizzato la prima CER del Friuli – Venezia Giulia a San Daniele del Friuli. Inoltre, il Comune sta esplorando la possibilità di creare CER per soddisfare le esigenze delle attività commerciali, dei servizi e delle strutture ricettive, collaborando con la locale ConfCommercio. Per coloro che potrebbero non essere familiari, una Comunità Energetica Rinnovabile è una coalizione di utenti locali, sia pubblici che privati, che collaborano per produrre, condividere e consumare energia elettrica generata da fonti rinnovabili, come i pannelli fotovoltaici. Queste comunità mirano a condividere virtualmente l’energia tra i membri e a promuovere benefici ambientali, economici e sociali. Una delle storie di successo principali è l’incentivo finanziario offerto dal Gestore Servizi Energetici (GSE).
Al 2022, il GSE riconosce una tariffa premio di 110 euro/MWh per l’energia condivisa all’interno delle CER, un incentivo che dura per ben 20 anni dalla creazione della comunità. Nel contesto di Trieste e del Friuli Venezia Giulia, sono emersi due modelli di CER chiave. Il primo è il modello di CER pubblica, che coinvolge attivamente gli enti locali come facilitatori e partecipanti attivi nella transizione energetica. Esso valorizza il patrimonio immobiliare pubblico e offre benefici economici e sociali alle comunità locali. Il secondo è il modello di CER industriale, che promuove la cooperazione tra le imprese, aumentando la loro competitività e svolgendo un ruolo proattivo nel bilanciamento della rete energetica.
Un elemento chiave di questa iniziativa è il sostegno economico della Regione Friuli Venezia Giulia che ha stanziato finanziamenti significativi per la progettazione e la realizzazione di impianti fotovoltaici e la costituzione delle CER. Una 55esima edizione, quella di Barcolana che mette in primo piano l’attenzione per l’ambiente e l’inclusività.
Anche quest’ultimo impegno sostenuto dal Comune di Trieste, come dichiara l’assessore alla Pianificazione Territoriale e Ambiente del Comune di Trieste Michele Babuder: “Il Comune di Trieste in tutte le opere che realizza pensa all’inclusività della mobilità. Abbiamo appena concluso la settimana europea della mobilità e questo è stato uno dei temi predominanti; la può sostenere attraverso quella che è la partecipazione attiva dei cittadini alla vita sociale che è della nostra comunità, quindi quella che si intende come ‘polis’ effettiva, quindi non come politica ma come partecipazione alla vita cittadina che si fa attraverso la condivisione di temi, che è nel mio interesse, anche se a volte sono temi divisivi ma è giusto che ci sia un continuo confronto con la comunità.”
lo fa anche con la manutenzione, miglioramento delle nostre aree verdi, visto che parliamo di ambiente, di giardini e quindi attraverso quella che è la socialità che si può sviluppare nel vivere le aree verdi e anche magari nel mantenerle”.
L’apertura quindi di una strada verso un futuro energetico più sostenibile e verde. Grazie all’adozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili e all’investimento regionale, Trieste e il Friuli Venezia Giulia stanno dimostrando che è possibile realizzare cambiamenti significativi per l’ambiente e la comunità locale.


