17.10.2023 – 13:50 – Gli incidenti stradali sono diventati una triste costante nella vita quotidiana, coinvolgendo sempre più giovani. La pandemia sembrava aver portato un temporaneo sollievo nel 2021, ma nel 2022 la mobilità ha ripreso il sopravvento, con conseguenze tragiche. Le cause sono varie e complesse, ma alcune tendenze emergono in modo prominente. L’uso e l’abuso di sostanze stupefacenti, i colpi di sonno al volante, la distrazione dovuta all’uso del cellulare e l’eccessiva velocità sono solo alcune delle ragioni dietro la crescente incidenza di incidenti. I giovani, spesso alla guida di auto o moto, sono particolarmente vulnerabili a queste circostanze. Le strade, che dovrebbero essere ambienti sicuri si sono trasformate sempre di più in scenari di vite spezzate. È fondamentale affrontare non solo gli effetti di queste tendenze, ma anche le radici profonde dei comportamenti a rischio che portano a ciò.
La prevenzione, l’educazione stradale e la consapevolezza rappresentano strumenti cruciali per invertire questa pericolosa tendenza e garantire un futuro più sicuro per i giovani sulla strada. In Friuli Venezia Giulia, solo nel 2022 ci sono stati 83 incidenti (con un morto) contro i 63 senza vittime del 2021. Questi dati hanno prodotto un tasso di mortalità nel 2022 di 2,2 automobilisti ogni 100.000 abitanti, un aumento significativo rispetto a due anni fa.
Alla luce di questi dati, durante la Commissione della VI Commissione consiliare, avvenuta stamattina in Sala Giunta, è stata presentata dal capogruppo di ‘Adesso Trieste’ Alessandro Laterza la mozione di rendere Trieste una ‘Città 30’. Nel vademecum di presentazione di questa iniziativa, si legge che: “Nasce per rispondere a un bisogno primario che è la sicurezza dei cittadini e dal diritto a potersi spostare al suo interno senza il tributo quotidiano di morti e feriti sulle strade e in particolare delle strade urbane. Occorre ricordare che gli incidenti stradali sono la prima causa di morte tra i giovani sotto i 24 anni.”
Tuttavia, ci sono opinioni contrastanti su questa proposta. L’Assessore alle politiche del territorio, Michele Babuder è invece contrario a rendere tutta Trieste una “Città 30”. Un’idea più reale e concreta è invece quella di istituire nella città delle “aree 30” in corrispondenza di scuole, asili ed edifici parrocchiali.
Per ora ne sono già state individuate 17 e sono tutte non interessate dal trasporto pubblico locale. L’assessore ha sottolineato che l’idea di “Città 30” porta con sé anche dei disagi: la limitazione della velocità a 30 km/h nelle aree urbane può influire sulla velocità e quindi, di conseguenza, sull’efficienza dei mezzi di trasporto pubblico.
Inoltre, come già accaduto ad Opicina, i cittadini potrebbero anche essere contrari a questa idea. Proprio in termini di sicurezza, in diverse zone della città si provvederà a migliorare la segnaletica e a rendere gli attraversamenti pedonali più protetti (ad esempio quello in Viale Miramare).
[c.v.]


