“Cambiare dentro/costruire fuori”, dalla CC di Trieste alle carceri italiane. Ospite d’onore: il Garante nazionale Mauro Palma

25.10.2023 – 08.30 –Cambiare dentro/costruire fuori. Emancipazione, inclusione, salute mentale per le persone private della libertà” è un progetto promosso dalla ConF. Basaglia nella Casa Circondariale di Trieste per riuscire ad intercettare al suo interno disagi, disturbi mentali e problemi correlati alle dipendenze patologiche.
Dal dicembre 2022, questo progetto – finanziato dalla Regione Fvg – cerca di intercettare il malessere dei detenuti nelle carceri grazie all’inserimento di attività culturali, rieducative e riabilitative. In particolare, sono stati attivati dei laboratori di lettura condivisa e scrittura a cura di Elisabetta Lippolis e Fabiana Martini per contrastare il vissuto di esclusione, solitudine e isolamento sociale delle donne detenute. Nella sezione maschile del carcere, invece, è stato avviato un laboratorio di musicoterapia, con l’attivazione di un coro coordinato dalla musicoterapista Loredana Boito.
Accanto alle diverse azioni culturali implementate nella CC di Trieste, “Cambiare dentro/costruire fuori” presenta, poi,  un quadro della situazione attuale nelle carceri italiane, grazie ad un lavoro sinergico tra associazioni sul territorio e l’associazione nazionale Antigone, in un’ottica collaborativa e di condivisione delle conoscenze sulla salute mentale nelle carceri.

Per l’incontro finale di presentazione del progetto è intervenuto un ospite d’eccezione, il Presidente del Garante nazionale dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale, Mauro Palma.
“È necessario continuare a pensare che sia possibile cambiare il mondo; cambiare è un’utopia possibile, a volte non possibile, ma mai impossibile”. Introduce, così, l’intervento del Garante la presidentessa della ConF. Basaglia, Giovanna Del Giudice. Ed è proprio dalla necessità di un cambiamento nelle carceri che prende il via la presentazione dell’ultima relazione che Mauro Palma ha riferito al Parlamento il 15 giugno 2023 come sintesi di un percorso di sette anni in qualità di Garante dei diritti dei detenuti.

Il compito del Garante non è quello di inseguire la cultura dominante, ma di costruire la cultura” – sottolinea Mauro Palma. Questa figura dovrebbe avere la pretesa, quindi, di muoversi come un organismo indipendente veicolando un’indicazione culturale che stimoli l’attivazione di forme di prevenzione nella società. Fondamentale è, quindi, il momento in cui il Garante presenta al Parlamento la moltitudine di voci a cui la libertà è negata per i motivi più diversi.
Per la presentazione di quest’anno, Mauro Palma è partito dalla Costituzione, sottolineando quanto questo testo legislativo contenga anche delle indicazioni in positivo di ciò che le istituzioni devono fare; è un manifesto di ciò che dev’essere in cui la parola solidarietà è presente, mentre il concetto di emergenza ne risulta escluso.

Tra le criticità evidenziate, il Garante dei detenuti sottolinea la presenza in carcere di italiani analfabeti o con assenza di titolo di studio della scuola dell’obbligo; dati in conflitto con l’obiettivo delle pene: rieducare i soggetti all’inserimento nella società. Preoccupanti sono, poi, gli aumenti consistenti dei detenuti negli ultimi sette anni (+5mila), con delle forti impennate negli ultimi mesi (+400/mese). Un altro elemento da considerare è il tempo vuoto negli istituti penitenziari che può incidere sulla salute mentale dei detenuti, – “si deve avere un altrove oltre alla propria stanza” evidenzia Mauro Palma.
Alti sono anche i numeri delle persone con pene inferiori ad un anno o con una durata compresa tra uno e due anni; tra queste bisogna considerare gli stranieri per cui la possibile assenza di una casa preclude l’alternativa di una detenzione domiciliare.

Di fronte a questo quadro, infine, il progetto “Cambiare dentro/costruire fuori” continua a pensare che sia possibile cambiare il mondo e la realtà del carcere, portando l’attenzione sui diritti delle persone detenute che non possono agire.

[m.p]

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