Stile di vita e lavoro sedentario: quali sono i rischi per la salute

10.09.2023 – 07:30 – Una scarsa attività fisica o un lavoro sedentario comportano dei rischi per la salute? La risposta breve è sì, anche se come sempre i discorsi nell’ambito del benessere andrebbero parametrati sul concetto di rischio, che nel caso in questione è statisticamente maggiore rispetto a chi conduce uno stile di vita dinamico. Innanzitutto bisogna definire cosa si intende per sedentarietà. In genere ci si riferisce a un’attività che richiede un dispendio energetico inferiore a 1,5 METS, un misuratore che stima la quantità di energia utilizzata dall’organismo durante l’attività fisica: 1,5 kcal per chilogrammo di peso corporeo per ogni minuto di attività.

Lo stile di vita di molte persone, soprattutto a causa di un lavoro sedentario o di una scarsa propensione all’attività fisica regolare, scivola pericolosamente verso questo crinale. È ormai appurato che una regolare attività fisica incrementa la quantità e la qualità della vita: detto in parole povere, aumenta le probabilità di vivere più a lungo in buona salute. Secondo l’OMS tuttavia un terzo degli adulti nel mondo non raggiunge i livelli di attività fisica necessari a mantenere un buono stato di salute mentre i numeri sono persino peggiori per quanto riguarda i giovani, con l’80% degli adolescenti sotto soglia. Gli esiti sono drammatici con milioni di persone a livello globale vittime ogni anno di morti evitabili a causa dell’inattività. Uno stile di vita e di lavoro sedentario infatti accresce il rischio di sviluppare obesità, malattie metaboliche e cardiovascolari, osteoporosi e cancro (le evidenze più significative riguardano soprattutto i tumori di colon, prostata e seno). Non solo, la regolare attività fisica si è dimostrata efficace anche nella prevenzione di disturbi psichiatrici come ansia e depressione, di malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson e nel miglioramento del tono dell’umore.

Come ci si accorge di condurre uno stile di vita troppo sedentario? I primi segnali di un’eccessiva sedentarietà potrebbero arrivare dalle normali attività quotidiane. Inizialmente si potrebbe percepire un costante senso di stanchezza, una fatica ingiustificata nello svolgimento delle normali attività o un’eccessiva rigidità nei movimenti, ma anche un declino sensibile dei tessuti semplicemente alla vista, come perdita di tono muscolare. La buona notizia è che è possibile invertire la tendenza e acquisire dei comportamenti virtuosi in grado di aiutare lo stato di salute generale e di benessere ma anche di incrementare la aspettativa di vita. Qualsiasi innalzamento del livello di attività, in luogo di abitudini sedentarie, è positivo, purché entri nella routine e si stabilizzi. Le regole di base sono due: praticare qualsiasi tipo di attività fisica è meglio che non farne affatto e i vantaggi crescono proporzionalmente all’aumentare del tempo dedicato al movimento.

Le indicazioni attualmente vigenti consigliano alle persone che rientrano nella fascia di età compresa tra i 18 e i 64 anni di svolgere almeno dai 150 ai 300 minuti a settimana di attività fisica aerobica di intensità moderata, oppure 75-150 minuti di attività fisica aerobica intensa. Per gli over 65 invece il minutaggio si accorcia un po’ (attività fisica aerobica moderata per almeno 150-300 minuti o attività fisica aerobica intensa per 75-150 minuti) ma in questi casi è opportuno aggiungere una routine di rafforzamento per prevenire la perdita di massa muscolare. Seppur con tempi minori, compatibilmente con la fase di sviluppo, una regolare attività sportiva o quantomeno fisica è fortemente consigliata dalle linee guida anche ai bambini. Diverse evidenze pubblicate su riviste come il Journal of the American Medical Association dimostrano che passare da un livello zero di attività fisica anche a solo 20 minuti di movimento ad alta intensità per tre-cinque volte a settimana abbatte il rischio di mortalità dal 30 fino al 70%.

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