La Orion si dota di defibrillatore per le emergenze

27.09.2023 – 06.30 – Anche la Orion, nota azienda triestina da 70 anni impegnata nella progettazione e produzione di valvole in acciaio destinate all’industria petrolchimica, chimica e dell’energia, si è dotata di un defibrillatore, posizionato all’interno dell’officina. «Grazie al mutuo soccorso, attraverso il quale i dipendenti si tassano ogni mese – ha spiegato il Ceo di Orion Luca Farina – lo scorso gennaio è stato acquistato e quindi installato il primo defibrillatore». Gli stessi dipendenti, poi, hanno svolto il corso di primo soccorso ottenendo così i certificati di Basic Life Support Defibrillation, in modo tale da saperlo utilizzare in caso di necessità. «La cultura del primo soccorso va divulgata perché più persone sono formate e maggiormente possono essere affrontati i casi più rilevanti – ha proseguito Farina -. Questa iniziativa nata in Orion può diventare un booster per divulgare la cultura del primo soccorso e fare in modo che anche le persone comuni possano essere di supporto al 118. Alla conferenza stampa erano presenti anche don Ettore Malnati, il direttore del 118 Alberto Peratoner e il consulente in cardioprotezione Walter Rojc. «Bisogna creare degli eventi culturali costanti per fare in modo che la gente sappia dove sono posizionati i defibrillatori e sappia utilizzarli – ha sottolineato quest’ultimo -. A Trieste ci sono due arresti cardiaci al giorno e sapere che una persona grazie al corso di primo soccorso ha salvato anche un solo amico, un collega o un passante è una vittoria. A chi teme che, sbagliando qualcosa nella pratica del primo soccorso, possa incorrere in qualche conseguenza, ricordo che la legge parla chiaro: un passante non può essere punibile se tenta di salvare una vita. Viceversa – ha proseguito Rojc – l’uso corretto di un defibrillatore consente ai soccorritori di essere aiutati nell’intervento. L’obiettivo minimo – ha concluso il consulente – deve essere quello di avere un defibrillatore ogni 100 metri quadrati e non ogni 20km quadrati come accade oggi».

«Si tratta di un’iniziativa di pregio assoluto – ha sottolineato infine Peratoner – perché i primi 4/5 minuti sono essenziali per salvare la vita a una persona. Quindi le prime manovre sono importantissime e se chi è presente inizia a farle fin da subito, dà molte più chances di sopravvivenza alla persona».

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