Neve in pianura al centro e gelate sull’Adriatico, arriva il fronte artico. La prima settimana sotto zero

26.11.2023 – 10.56 – Prima settimana sotto zero al mattino in alcune parti del Friuli Venezia Giulia, e anche se c’è il sole (non durerà: prevista, su Trieste, pioggia domani e martedì, il sole tornerà a farsi vedere a metà settimana), il gelo si sente, e le massime previste non vanno oltre i 7/10 gradi (le minime della notte arrivano a -4 in pianura e a 1 sopra zero sulla costa). L’Italia è nella prima morsa del fronte artico, che porta da noi in particolare nella nottata di lunedì non solo freddo, ma intensificarsi del vento, con rischio bufera, e maltempo. Oggi il freddo risparmia in parte per ora il nord e l’alto Adriatico, dove però l’instabilità arriverà già nei prossimi giorni, con rischio neve anche in bassa quota e in pianura, tre giorni fatti di precipitazioni intervallate da ore soleggiate.

Il maltempo colpisce oggi più sensibilmente il centro e il sud del paese: vento forte a Roma, strade ghiacciate la notte e temporali anche di rilevante intensità sull’Adriatico basso, e in Sicilia sui Nebrodi (Messina) nevica già. La neve, nel clima delle pianure, svolge un ruolo cruciale nella comprensione dei cambiamenti climatici: la frequenza e l’intensità delle nevicate nelle regioni di pianura sono state influenzate dalle emissioni di gas serra in modo significativo, portando a una miriade di conseguenze e sfide. Le nevicate, e lo scioglimento della neve perenne, influiscono sulla disponibilità e sulla qualità dell’acqua, influenzando gli ecosistemi, l’agricoltura e gli insediamenti: il troppo o troppo poco che si è visto negli anni scorsi, e purtroppo molto di recente, in Toscana, quel cambiamento significativo delle temperature globali che rende difficile prevedere la dinamica delle precipitazioni. Se una giornata di freddo, ora che – forse troppo presto – gli alberi di Natale hanno le luci accese, non è cosa strana, è ancora una volta il cambiare molto rapido della temperatura e e delle condizioni attorno a noi che richiede attenzione. E purtroppo, di questo passo e con le azioni fatte, per arrivare all’obiettivo degli accordi di Parigi ci vorrebbero due secoli.

[f.f.]

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