22.09.2023 – 11.00 – La sala del Trono del Castello di Miramare ha ospitato, per il ciclo di appuntamenti “Grandi Incontri“, – correlato alla mostra Ars Botanica allestita nelle Sale del Castello – un maestro profumiere conosciuto a livello mondiale: Lorenzo Dante Ferro.
“L’artigiano dell’olfatto”, in dialogo con la giornalista Rai Marinella Chirico, sottolinea in prima battuta l’importanza della botanica in una connotazione artistica nonostante le difficoltà prima della sua affermazione in questo campo; nel passato, infatti, è rimasta spesso d’ausilio alla medicina. Il primo libro in cui i fiori vengono citati per il loro colore e il loro profumo, “Fiori ornamentali”, si presenta come un catalogo di fiori e piante aromatiche, e risale appena al 1568.
L’arte profumatoria, un’espressione di Dante Ferro, fonda le sue basi nell’olfatto, il senso più primitivo e istintuale dell’essere umano a cui fa riferimento la memoria olfattiva. Il carattere del neonato, ad esempio, si basa su tre odori fondamentali: l’odore della mamma, del latte e del calore del corpo. Senza l’olfatto, poi, diminuiscono i punti di riferimento – come nel caso dell’Alzheimer.
In alcune lingue, come il tedesco, questo senso si ritrova anche in alcune espressioni, come il verbo riechen (odorare) per indicare la non compatibilità a pelle con una persona.
L’olfatto pervade le nostre vite, per questa ragione ha, infatti, un legame molto stretto con l’antropologia e la sociologia; Dante Ferro cita l’esempio di quando sottopose all’imperatore del Giappone un profumo di bouquet di crisantemi, con la consapevolezza che essi hanno per loro un significato positivo; in Italia, invece, quell’essenza ha un’accezione diversa, poiché è un fiore associato ai morti. Del resto, fiorisce in novembre.
L’incontro è stato introdotto dalla direttrice del Museo di Miramare Andreina Contessa.
[m.p]


