Fine vita, Cabibbo (Fi) ‘Da Commissione solo passaggi formali’

20.09.2023 – 16.40 – “La commissione di garanzia per i procedimenti referendari si è riunita ieri e ha semplicemente stabilito la regolarità delle firme raccolte per la presentazione di una proposta di legge sul suicidio assistito. Da un punto di vista amministrativo e politico non è cambiato assolutamente niente, poiché la Commissione, a differenza di quanto accade in relazione ai referendum, non effettua alcun vaglio di ammissibilità della proposta di legge, ma è solamente chiamata a provvedere alla verifica e al computo delle firme degli elettori al fine di accertarne la regolarità. L’iter dunque rimane lo stesso di qualsiasi altro disegno di legge: il documento verrà esaminato nella commissione competente del Consiglio regionale, nel caso specifico la terza, e poi approderà in aula”.

Così Andrea Cabibbo, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, rilevando che “la Commissione non è entrata nel merito della questione, non avendo alcun potere di esaminare il testo della proposta di legge e dunque non comprendo gli ennesimi entusiasmi dinnanzi ad un passaggio neutro e formale. Sarà la politica, come è giusto che sia, a dire che cosa ne pensa questa regione sul suicidio assistito”.

Cabibbo rileva infine che “pur rispettando tutti i cittadini che hanno firmato la proposta di legge, rilevo che c’è nella nostra regione una maggioranza silenziosa che ben comprende il pericolo che si cela dietro a questa iniziativa, ossia quella di introdurre una prima forma di eutanasia, peraltro solo a livello locale, con conseguenti disparità di trattamento. Usare strumentalmente un Consiglio regionale come cavallo di Troia per superare le mura del Parlamento mi pare poco corretto e, soprattutto, illusorio, poiché è impensabile, anche per chi non è un esperto di diritto, che su una questione così importante e delicata, che riguarda il bene fondamentale ed inalienabile dell’Uomo, ossia la Vita, possano decidere le singole Regioni. Vorrei chiarire una cosa: non mi sottraggo al confronto politico, anzi, ma ritengo che sul fine vita e sulla possibilità per una persona di suicidarsi a spese di un ente pubblico, debba intervenire solo e soltanto una legge nazionale, non foss’altro perché la sentenza della Corte Costituzionale da cui ha preso il via questa iniziativa di legge popolare, è una sentenza additiva di principio che richiede, come la stessa precisa, l’intervento del Parlamento”.
[c.s.]

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