Nazario Sauro, la città di Trieste ricorda l’eroe irredentista a 107 anni dalla scomparsa

10.08.2023 – 07:00 – Oggi, giovedì 10 agosto, ricorre il 107° anniversario dal sacrificio di Nazario Sauro. Per l’occasione, la città di Trieste ricorderà il militare volontario irredento della Prima Guerra Mondiale con una serie di manifestazioni indette dal Comitato per le Onoranze a Sauro e dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, in collaborazione con il Comune di Trieste e con Enti, Istituzioni, sodalizi patriottici, sportivi e realtà rappresentative del mondo dell’Esodo dalle terre dell’Adriatico Orientale. Tra gli appuntamenti salienti ricordiamo quello delle ore 17:00 nel quale presso il cippo del Parco della Rimembranza, sul Colle di San Giusto, si terrà una deposizione di un mazzo fiori. Successivamente, alle ore 18:00, nella Chiesa parrocchiale della Beata Vergine del Soccorso, in Piazza Hortis, si svolgerà una Santa Messa nella quale verrà effettuata la lettura del testamento spirituale di Nazario Sauro, la motivazione della medaglia d’oro, la recita della preghiera del marinaio e l’intervento del presidente Fulvio Sluga e delle altre autorità presenti. Infine, da piazzetta Santa Lucia, avrà inizio un piccolo corteo che si sposterà sulle Rive di Trieste fino a raggiungere il Piazzale Marinai d’Italia. Nel frattempo, nello specchio d’acqua del Bacino San Giusto, troveranno spazio alcuni natanti del Circolo Marina Mercantile “Nazario Sauro” e del Circolo Canottieri Saturnia. Alle ore 19:00, nel piazzale, alle presenza del Sindaco Roberto Dipiazza, si terrà la cerimonia di deposizione della corona d’alloro sul monumento che ricorda l’eroe nazionale.

Chi era Nazario Sauro? Nato a Capodistria nel 1880 quando ancora l’Istria era sotto l’Impero austro-ungarico da Giacomo Sauro, un marittimo con ascendenza romana e Anna Depangher, esponente di una delle famiglie più antiche di Capodistria, Sauro crebbe con un’educazione incentrata sui valori della marineria e lo spirito patriottico. Durante la giovinezza ha frequentato il Circolo Canottieri Libertas di Capodistria, lo stesso che nel 1915 diverrà sede di un gruppo di irredentisti e per questo motivo bruciato dalla polizia austriaca. Il suo carattere particolarmente ribelle e gli scarsi risultati scolastici spinsero il padre di Nazario a ritirarlo da scuola e a portarlo con sé a bordo delle navi. La sua attività di marinaio iniziò molto presto e all’età di 20, nel 1900, ricevette il suo primo incarico di comando su una nave mercantile. All’età di 24 anni si è iscritto alla scuola Nautica di Trieste, dove ha ottenuto il diploma di capitano marittimo di grande cabotaggio. Dopo essere stato al servizio di varie società di navigazione, tra cui la Società Austro-Americana dei Fratelli Cosulich, la Società Istria-Trieste e il Lloyd Austriaco, nel 1910 è passato al servizio della Società cittadina di navigazione a vapore di Capodistria che, dopo la guerra, sarà rinominata Compagnia di Navigazione Capodistriana. Nella sua vita di ufficiale marittimo, Sauro ha comandato diversi piroscafi passeggeri e da carico, tra i quali il Vittor Pisani, il Cassiopea, il Carpaccio (di proprietà della stessa famiglia Sauro), l’Oltra, il Capodistria, il Quieto ed il piroscafo San Giusto (il quale dopo la guerra cambierà nome in Nazario Sauro), che navigava sulla tratta Capodistria-Trieste.

E’ stato un convinto sostenitore degli ideali mazziniani sull’indipendenza dei popoli e mal sopportava la presenza dell’Austria in quelle che lui riteneva essere terre italiane. Quando l’Impero dichiarò guerra alla Serbia, Sauro si è trasferito a Venezia sostenendo la causa interventista. Nel maggio del 1915 si è arruolato come volontario nella Marina Militare italiana ottenendo i gradi di Tenente di Vascello. Ha partecipato ad oltre 50 azioni a bordo di sommergibili nel Mare Adriatico, fattore che gli permetterà di fregiarsi di medaglia d’argento al valor militare e dell’onorificenza di Cavaliere della Corona d’Italia.

Nel Luglio del 1916, imbarcatosi su un sottomarino con lo pseudonimo di Nicolò Sambo per compiere una missione nella zona di Fiume, è rimasto sfortunatamente incagliato sullo scoglio della Galiola, nel Golfo del Quarnaro. Nonostante un rocambolesco tentativo di fuga su un battellino, Sauro assieme ai suoi compagni è stato intercettato dal cacciatorpediniere Satellit, catturato dalle autorità locali e tradotto a Pola dove è stato identificato e processato dal Tribunale della Marina Austriaca quindi condannato a morte per impiccagione. L’esecuzione per alto tradimento è stata eseguita nelle carceri militari polesane il 10 agosto 1916. In Italia si è saputo della morte di Sauro solo 18 giorni dopo, il 28 agosto. Alla famiglia, la quale viveva a Venezia, la notizia è stata portata da Silvio Stringari, un giornalista del Gazzettino a cui Sauro aveva affidato nel maggio del 1915 due lettere, una destinata alla moglie Nina e una ai suoi figli, con la promessa che in caso di morte le avrebbe consegnate alla famiglia. Diffusasi la notizia, Sauro fu da subito considerato come un eroe della Patria; così come Cesare Battisti rappresentò l’irredentismo trentino, Saurò simboleggiò quello triestino ed istriano. Il 21 aprile 1917 a Roma si è svolto il primo ricordo del marinaio capodistriano con la partecipazione di oltre 10.000 persone. Nel 1919 il corpo di Sauro è stato riesumato con lo scopo di estrarne delle reliquie poi conservate dai famigliari e dal Ministero della Marina. Le sue spoglie giacciono oggi all’interno del Tempio Ossario del Lido di Venezia. Nel mese di Gennaio dello stesso anno, il Re d’Italia Vittorio Emanuele III, con apposito Regio Decreto firmato il giorno 20, ha conferito motu proprio a Nazario Sauro la medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

 

 

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