02.07.2022 – 08:00 – Droni per integrare la mobilità? Se ne parla ormai da anni, prospettando un futuro che ancora non è diventato presente ma che sembra sempre più vicino, sia per il trasporto delle merci che delle persone. Una tecnologia, quella dei droni elettrici, che arriverà a coinvolgere i servizi di taxi, integrando la rete esistente. Il che potrebbe costituire una svolta in un paese che sta palesando limiti di offerta sempre maggiori, soprattutto nelle grandi città, un problema che si consuma sullo sfondo degli scontri tra istituzioni e associazioni di categoria per la liberalizzazione delle licenze.
L’obiettivo di introdurre i droni elettrici nella mobilità, inizialmente prospettato per il 2024, pare essere slittato di qualche anno, ma entro il 2025-26 i primi approcci sperimentali dovrebbero essere implementati. Se inizialmente si parlava di droni per sostituire e velocizzare le consegne di merci (Amazon ad esempio ci sta puntando seriamente) e alcuni tipi di trasporti straordinari come quelli di area medica (farmaci, organi per i trapianti) il passo successivo è il trasporto delle persone. Va detto che i primi test del sistema di consegne Amazon Prime Air, attivato da inizio anno negli USA, non hanno dato i risultati attesi, con l’obiettivo di 10000 consegne entro la fine dell’anno ancora lontano di ordini di grandezza.
Nei grandi centri degli Stati Uniti come New York e Chicago i primi progetti di vertiporti, cioè di aree dedicate ad arrivi e partenze di velivoli a decollo verticale (eVTOL, electric vertical take-off and landing), saranno attivati entro il prossimo anno e da lì dovrebbe partire la svolta. I vantaggi della tecnologia eVTOL sono molti, almeno sulla carta, dalla riduzione dell’impatto inquinante alla decongestione del traffico, ed è questa la ragione per cui, oltre alle multinazionali dell’automotive, anche il Governo statunitense sta spingendo sull’acceleratore della rivoluzione aerea. Zero emissioni e una produzione di inquinamento acustico per i droni elettrici quattro volte inferiore a quella degli elicotteri, queste sono le promesse dei prototipi attualmente disponibili, il cui limite principale resta la scarsa autonomia.
Non solo la politica si occupa della cosa, anche i grandi gruppi industriali stanno investendo sul settore. È il caso di Stellantis che in collaborazione con Archer Aviation Inc sta sviluppando Midnight, un velivolo elettrico a decollo e atterraggio verticale pensato per trasportare fino a quattro persone e con autonomia di circa 160 km. Resta l’incognita della sicurezza dei trasporti su droni elettrici, soprattutto se si parla di persone. Inizialmente con tutta probabilità i droni destinati al trasporto umano avranno un pilota a bordo ma progressivamente si potrebbe passare a una guida automatizzata gestita da intelligenza artificiale. Inoltre, affinché i velivoli possano essere messi in opera dovranno superare test di affidabilità paragonabili a quelli degli aeromezzi attualmente circolanti.
Se per Parigi l’orizzonte per i droni elettrici destinati al servizio taxi sono i giochi olimpici del 2024, anche l’Italia potrebbe seguire un percorso analogo. In particolare la scadenza sarebbe quella delle Olimpiadi invernali di Milano e Cortina in calendario nel 2026, evento per cui si potrebbero vedere i primi droni destinati al trasporto di merci e al servizio taxi tra gli aeroporti di Roma e Milano e le sedi delle competizioni. In tal senso nel 2022 l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) e Regione Lombardia hanno siglato un protocollo d’intesa per realizzare attività comuni a favore dello sviluppo di nuovi concetti di mobilità aerea avanzata e sostenibile (Advanced Air Mobility) con l’obiettivo di introdurre servizi innovativi “che sfruttino la terza dimensione, quella aerea”. La Advanced Air Mobility – spiega il protocollo – è un concetto tecnologico e operativo, in fase di sviluppo, per consentire il trasporto di persone, merci, forniture, medicali e per abilitare nuove tipologie di servizi, attraverso l’utilizzo di velivoli e droni elettrici, particolarmente innovativi e sostenibili, in prevalenza a decollo e atterraggio verticale (denominati VTOL – vertical take off landing), instradati in corridoi aerei dedicati ai loro spostamenti, ottimizzando i tempi di viaggio, riducendo i consumi e le emissioni.
I lavori per la realizzazione dei primi vertiporti in Italia partiranno nel 2024. Inizialmente il progetto prevede quattro punti a Milano (Citylife, Porta Romana, Linate e Malpensa), ma anche a Chioggia e Bologna. Parallelamente alla costruzione dell’infrastruttura necessaria, a partire dal 2024 anche le industrie produttrici inizieranno la commercializzazione di droni elettrici sul larga scala nel nostro paese.


