31.07.2023 – 12.50 – Progetto “Mariposa” (termine spagnolo che significa farfalla) è la nuova linea direttrice che articola l’attività della dottoressa Marta Ciani, biologa nutrizionista di fama nazionale che presenta questa anteprima per il territorio regionale.
Dottoressa, di che cosa si tratta?
“Tutto è partito dal desiderio di mettere insieme le varie specializzazioni e dare vita ad un’iniziativa di supporto per il corpo e lo spirito. Concretamente è una sinergia fra i tre cervelli: mente, cuore e pancia, affinché tutti e tre siano in equilibrio, per evitare l’insorgenza di patologie e disfunzioni”.
Quindi, non soltanto un’azione mirata al corpo con diete personalizzate, test genetici e misure per gestire le intolleranze alimentari?
“Questa rimane la parte centrale della mia attività ovviamente, attorno alla quale si sviluppano, in maniera simbiotica, altri canali di intervento. Nel mio studio i pazienti trovano sì le risposte alimentari a intolleranze e predisposizioni genetiche, ma possono anche sperimentare altre tecniche, quali biorisonanza terapeutica, kinesiologia, campane tibetane, trattamenti energetici e craniosacrale, che fungono come equilibratori del sistema corpo”.
Quanta parte rivestono le emozioni e l’inconscio nel mangiar male o nel non saper mangiare?
“Molta…La nutrizione è fortemente condizionata dalle nostre sensazioni e, spesso, in caso di malattie, eventi stressanti, lutti, perdita del lavoro, fine di una relazione, insoddisfazioni personali, il mal-stare si riverbera proprio sul cibo che non diventa più nutrimento ma molto spesso diventa tossico per il corpo e lo spirito, creando così un circolo vizioso che apre le porte a malattie”.
Come definirebbe in una parola il suo progetto?
“Olistico. Basato sulla visione d’insieme, strettamente congiunta, fra corpo e spirito. Si pensi, ad esempio, che nel cuore ci sono più neuroni che nel cervello”.
Con la biorisonanza che cosa si può ottenere?
“Un riallineamento delle nostre cellule che, com’è noto, emettono onde elettromagnetiche a bassa frequenza. Quando avvertiamo un disturbo, le cellule dell’organo interessato dal malessere non emettono più le onde elettromagnetiche alla stessa frequenza di tutte le altre, questo può essere una delle cause che concorrono al manifestarsi del disturbo stesso. Nel mio studio dispongo di questo macchinario che, in base al disturbo da trattare, ha lo scopo di far risuonare le cellule, ripristinando il loro status. Lo stesso principio vale nell’impiego delle campane tibetane”.
La kinesiologia, invece?
“Si basa sullo studio dei risultati di test per valutare la forza e il tono muscolare. Attraverso un metodo specifico è possibile rilevare e trattare ad esempio, per restare nel mio ambito di competenza, intolleranze alimentari, allergie e disturbi digestivi ma anche stress, ansia e dolori muscolari e stati infiammatori”.
Com’è nato il nome del progetto?
“L’ho scelto in memoria del cammino a Santiago che avevo incominciato in piena pandemia, nel 2020, in condizioni fisiche non ottimali fra l’altro, perché avevo avuto una reazione allergica da farmaco e le mie gambe si erano enormemente gonfiate: i medici mi sconsigliarono di marciare per 350 chilometri… camminando però la mia situazione migliorò. Da quell’esperienza ho deciso di mettere a frutto un progetto per i cittadini per il loro riequilibrio energetico globale”.
l.l


