14.05.2023 – 08:30 – Nelle ultime settimane, dinanzi alle sedi delle più importanti università italiane, alcuni studenti raggruppati sotto il nome del collettivo “Cambiare Rotta”, hanno iniziato a protestare chiedendo al Governo di agire affinchè sia debellato, o almeno ridotto, il fenomeno speculativo degli affitti degli immobili nei quartieri univeristari. Negli scorsi giorni, l’esecutivo ha annunciato di aver sbloccato 660 milioni di euro per realizzere un fondo contributivo per studenti i quali potranno fare richiesta per sostenere i costi di un alloggio. Venerdì, alcuni delegati del collettivo sono stati accolti al Ministero dell’Università e della Ricerca dove hanno potuto esprimere il loro punto di vista sulla situazione ed effettuare quattro richieste. Gli studenti hanno poi annunciato che il prossimo 16 Maggio sarà una giornata di mobilitazione. Essi chiedono un tavolo permanente di confronto tra le organizzazioni studentesche tutte, il Ministero dei Traporti e delle Infrastrutture, il Miur, e la Conferenza delle Regioni e delle Province, ma anche di lavorare per l’abolizione della “Legge 431” del 1998 la quale ha consentito la liberalizzazione del mercato e ha permesso ai privati di speculare sugli affitti e, come terza istanza, la necessità di un protocollo di intesa in cui il Miur lavori per imporre agli enti regionali un aumento degli studentati pubblici. Infine, è stato chiesto al Ministro Annamaria Bernini, di eseguire un censimento degli stabili sfitti sia pubblici che privati. A Trieste, fortunatamente, non si registrano particolari problematiche relative al caro-affitti come nelle vicine Venezia, Padova e Bologna. Nel Capoluogo Giuliano la spesa media per l’affitto di un alloggio varia tra i 200 ed i 350 euro al mese e lo strumento più utilizzato per reperire stanze ed appartamenti è il web attraverso i vari gruppi social. Pochi sono ancora soliti consultare gli annunci in bacheca. Infine, aspetto molto importante, nella maggior parte dei casi tra proprietari e studenti affittuari viene sottoscritto un regolare contratto, utile poi ad aiutare l’universitario a fare richiesta di un contributo.


