DIA, anche a Trieste attività della criminalità organizzata

16.04.2023 – 09:00 – C’è la mafia a Trieste? Seppur non in forma stabile le attività criminali che essa svolge avvengono anche sul nostro territorio, provinciale e regionale. Secondo quanto emerso dalla relazione semestrale della DIA – Divisione Investigativa Antimafia al Parlamento, sul nostro territorio consorterie criminali di stampo mafioso, in particolar modo originarie della regione Campania, giungono in terra giuliana per effettuare le loro mansioni, in particolar modo legate al riciclaggio di denaro. “Non ci sono locali della ‘ndrangheta, né insediamenti stabili della camorra e di cosa nostra, ma ci sono interessi di tutte e tre queste forze del male. Pertanto l’attività della DIA, della Procura e di tutte le forze di polizia, deve mirare a sventare queste attività insidiose”. Ad affermarlo il Procuratore Capo di Trieste, Antonio De Nicolo, a margine del convegno “Criminalità Transfrontaliera. Cooperazione di Polizia e Giudiziaria”, tenutosi negli scorsi giorni a Trieste. “Queste organizzazioni – ha aggiunto – guardano con interesse agli investimenti che l’Europa sta dando alla nostra Regione. La mia attività verso la Polizia Giudiziaria, i Carabinieri, la Polizia, la DIA e la Guardia di Finanza sprona loro a non cessare di controllare mai con attenzione i flussi di capitale”. A Trieste c’è un fiorente interscambio economico e fare affari può essere facile. In questo senso, oltre a quella italiana, preoccupa la criminalità organizzata cinese la quale fa un elevato uso dei contanti e ha interessi a muoverlo. In Friuli Venezia Giulia non si spara ma le organizzazioni criminali agiscono in maniera più subdola come ad esempio prestando denaro a imprenditori in difficoltà, non solo con la formula del prestito che può trasformarsi in usura ma anche con quella dell’ingresso nel capitale sociale.

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