12.04.2023 – 14:30 – Non si contano più gli atti vandalici messi in atto negli ultimi mesi dai cosiddetti “Eco Vandali”, per lo più esponenti di associazioni ambientaliste e No Global, a danno di opere d’arte, monumenti e palazzi storici del patrimonio artistico e culturale italiano con l’intento di dare visibilità alla loro lotta ai cambiamenti climatici ed ai carburanti fossili. Dopo gli ultimi episodi di cronaca che hanno visto imbrattati il palazzo del Senato della Repubblica Italiana, il Palazzo Vecchio di Firenze e la Fontana della Barcaccia di Piazza di Spagna a Roma, il Governo Meloni ha deciso di effettuare una volta per tutte un vigoroso giro di vite nei confronti di questi vandali d’arte mettendo in campo nuove misure per perseguirli con pene più severe ed adeguate al perido storico poichè non si tratta più di azioni sporadiche ma ormai quasi quotidiane. Nella morsa del Governo, va sottolineato, non finiranno solo gli ecovandali ma anche tutti quei teppisti, ultras in trasferta e turisti indisciplinati che ogni anno, giungendo nel nostro Paese, non perdono occasione per dare il “meglio” di se, scrivendo sulle statue, arrampicandosi sui monumenti o facendo il bagno nelle fontane. Nella giornata di ieri, mentre al Parlamento venivano depositate due proposte della maggioranza, il Governo ha portato in Consiglio dei Ministri un Disegno di Legge proposto dal titolare della Cultura, Gennaro Sangiuliano, il quale introdurrà ingenti multe, da un minimo di 10.000 fino ad un massimo di 60.000 euro prevedendo che i proventi delle sanzioni possano essere usati dal Ministero della Cultura per riparare i danni causati dagli atti vandalici.
“Gli attacchi ai monumenti e ai siti artistici producono danni economici alla collettività. Per ripulire occorrono l’intervento di personale altamente specializzato e l’utilizzo di macchinari molto costosi. Chi compie questi atti deve assumersi la responsabilità anche patrimoniale. Secondo i dati che mi sono stati forniti dalla Soprintendenza Speciale di Roma, il ripristino della facciata del Senato è costato 40.000 euro. Ebbene, chi danneggia deve pagare in prima persona. A seconda della gravità della fattispecie, si va da un minimo di diecimila ad un massimo di sessantamila euro. Tali somme si aggiungono a quelle cui verranno eventualmente condannati a pagare i trasgressori in sede penale o civile. Si tratta, infatti, di sanzioni amministrative immediatamente irrogabili dal prefetto del luogo dove il fatto è commesso, sulla base delle denunce dei pubblici ufficiali”. Così il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, a margine del Consiglio dei Ministri che ha approvato il DdL da lui proposto e denominato “Disposizioni sanzionatorie in materia di distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici”.


