Visita del Ministro alla Cultura a Trieste. Sangiuliano: “Trieste fattore identitario della nazione italiana”

20.03.2023 – 18:20 – Nel primo pomeriggio odierno, nel cuore del Porto Vecchio di Trieste, il Ministro italiano alla Cultura, Gennaro Sangiuliano, è stato calorosamente accolto dal Primo Cittadino Roberto Dipiazza. I due, assieme all’Assessore Comunale ai Lavori Pubblici, Elisa Lodi, il segretario di Fratelli d’Italia Trieste, Claudio Giacomelli, e agli onorevoli Nicole Matteoni e Walter Rizzetto, hanno eseguito un sopralluogo dei rinnovati spazi dell’antico scalo giuliano, in procinto di trasformarsi entro un trienno in quello che è stato concepito con il nome di Porto Vivo ossia la futura nuova area di Trieste dove troveranno spazio musei, uffici pubblici, importanti aree verdi per lo svago e lo sport, una pista ciclabile, un isolato residenziale ed il percorso a mare della tanto vociferata cabinovia “Trieste-Carso”. Il Ministro, giunto all’ombra di San Giusto dopo aver incontrato la sua omologa slovena nell’isontino, ha potuto amirare i numerosi cantieri aperti e in attività a pieno regime tra i piazzali ed i vialoni monumentali tra gli storici magazzini, dove si sta procedendo all’installazione di tubature ed utenze energetiche. Successivamente, Sangiuliano ha fatto visita ai rinnovati spazi espositivi del Magazzino 26, grande attrattore culturale del Porto Vecchio di Trieste dove hanno trovato e troveranno spazio importanti istituti museali come il Museo del Mare, il Museo delle Masserizie degli Istriani (ex Magazzino 18), ma anche il Museo del Lloyd e l’Immaginario Scientifico. Affiancato dal Direttore dell’IRCI (Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata), Piero Delbello, il Ministro ha eseguito un veloce giro del nuovo museo dell’esodo soffermandosi per una riflessioni dinanzi alle centinaia di sedie accatastate nel penultimo salone quasi a formare un’opera d’arte di denuncia. “Conosco bene la storia di questo luogo – ha asserito il Ministro – ma venirci personalmente mi tocca il cuore e le corde dei miei sentimenti. Voglio elogiare chi, assieme alle istituzioni locali, ha voluto difendere questo luogo perchè la memoria non deve essere qualcosa di astratto ma di tangibile che noi dobbiamo essere in grado di toccare. Noi abbiamo il dovere di coltivare la memoria della tragedia dell’esodo e delle foibe, – ha dichiarato Sangiuliano – credo che questo debba diventare l’essenza dell’essere italiani come avviene già con altrettanti fatti storici”.

In merito al Porto Vecchio in gran spolvero, il Ministro italiano alla Cultura ha dichairato di essere molto felice di constatare quanto sta accadendo in questo luogo simbolico della città di Trieste. “Qui – ha spiegato Sangiuliano – è in atto un grande progetto sul quale il Ministero della Cultura ha puntato e continuerà a puntare in futuro. Si tratta di un progetto importante e che richiama importanti altre esperienze già compiute in altre grandi città europee. Trieste deve fungere da capitale metaforica della Mitteleuropa e ripartire da questo grande progetto di risanamento urbanistico ed ambientale”. Al di là di quanto si dica in giro “Trieste non è affatto una città decentrata ma bensì centrale – ha asserito Sangiuliano – essa rappresenta simbolicamente uno dei fattori identitari della nazione italiana. Quando noi pensiamo all’Italia ed alle tappe storiche che hanno fatto grande il nostro Paese dal risorgimento in poi, fino ai fatti degli anni ’50, il nostro cuore è necessariamente qui, a Trieste” – ha concluso il Ministro.

 

 

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