06.03.2023 – 07.01 – Anche Trieste e il Friuli Venezia Giulia adottano le prime misure a fronte delle future difficoltà nell’estate 2023 connesse all’assenza di piogge degli ultimi mesi. La siccità che attanaglia il nord, compreso il FVG, lascia intravedere stagioni calde e difficili. Incendi, ma non solo perchè tante industrie e attività energetiche (es. idroelettrico) dipendono dall’acqua. Non si tratta di un fenomeno osservabile ad occhio nudo, commentando il meteo odierno, ma che va analizzato abbracciando la Regione nel suo insieme e l’andamento delle piogge su più settimane e/o mesi. Un temporale che picchietta alla finestra non può salvare una stagione; e non può nemmeno farlo una settimana di piogge torrenziali, monsoniche.
Che cosa sta facendo a questo proposito la Regione?
Attualmente ha attivato un monitoraggio settimanale e ha avuto da Edison l’ulteriore disponibilità di 9 milioni di metri cubi d’acqua in più per il FVG.
I 4,2 milioni stanziati dal Dipartimento nazionale di Protezione civile a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza siccità stanno inoltre venendo impiegati per un piano di interventi urgenti sulla rete idrica. Si sta in particolare lavorando per realizzare un masterplan onde individuare gli interventi più necessari, sulla base delle segnalazioni dei gestori idrici.
Verrà inoltre attuata l’usuale didattica informativa verso il cittadino onde ‘educarlo’ a non sprecare l’acqua corrente. Su un piano più concreto, la Regione vuole ‘spingere’ ulteriormente a favore dei sistemi di irrigazione, la cosiddetta ‘micro-irrigazione‘.
Non è ancora chiaro di quali misure si tratti, ma in alcune zone si potrebbe limitare l’utilizzo dell’acqua; la regione scrive infatti “di misure di contenimento dei prelievi da acque sotterranee per gli usi non prioritari”; ne era stato un esempio il divieto di usare l’acqua per innaffiare il giardino di casa.
Per i casi di emergenza verrà migliorato il coordinamento delle istituzioni, con utilizzo di autobotti, interventi nei casi di perdite d’acqua e interconnessione delle reti idriche.
La situazione nella Regione FVG non sarebbe così grave se non avesse ereditato il ‘carico’ di siccità dell’estate 2022; in generale tra dicembre e gennaio le piogge erano nella norma, ma dal 24 gennaio continua a non piovere in quantità sufficienti, vi sono oramai quaranta giorni di (quasi) totale secca. Non sarebbe un problema se, a propria volta, la neve non fosse ai minimi storici e le piogge non risultassero sotto la media climatica da 15 mesi. Una concatenazione di cause, dunque.
[z.s.]


