5 Marzo, musei gratis in tutta Italia, quali visitare a Trieste

05.03.2023 – 07:30 – Oggi è la prima domenica del mese di marzo 2023 e come di consueto, ritorna l’iniziativa “Una Domenica al Museo“, appuntamento mensile organizzato dal Ministero della Cultura per permettere a tutti i cittadini di poter accedere gratuitamente ad oltre 400 siti archeologici e istituti museali sparsi su tutta la nostra Penisola. Le visite si svolgeranno negli orari ordinari di apertura tradizionali di ogni museo  e dovranno avvenire nel pieno rispetto delle misure di sicurezza vigenti attualmente in vigore. Alcune sedi, va ricordato, saranno visitabili solo su prenotazione. Pertanto, prima di recarsi sul posto, è consigliato preparare la visita consultando i siti dei singoli musei. Al seguente link è possibile consultare sul sito governativo l’elenco degli istituti che aderiranno all’iniziativa, aggiornato in tempo reale: https://cultura.gov.it/domenicalmuseo. A Trieste saranno aperti gratuitamente i seguenti musei storici ed artistici quali il “Civico Museo Revoltella”, il “Civico Museo d’Antichità J. J. Winckelmann”, il “Civico Museo Sartorio – Largo Papa Giovanni XXIII”, il “Civico Museo d’Arte Orientale”, il “Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”, la “Sala Attilio Selva”, il “Civico Museo del Castello di San Giusto / Armeria e Lapidario Tergestino al Bastione Lalio”, il “Civico Museo di Guerra per la Pace “Diego de Henriquez”, il “Civico Museo della Risiera di San Sabba”, il “Centro di Documentazione della Foiba di Basovizza”, ed i musei scientifici quali il ” Civico Museo di Storia Naturale” ed il ” Civico Museo del Mare – Magazzino 26″.

Non saranno visitabili, poichè attualmente interessati da interventi di riqualificazione, riallestimento o trasferimento di beni e opere, i seguenti istituti quali: il “Civico Aquario Marino”, il “Civico Museo del Mare”, il “Civico Orto Botanico”, il “Civico Museo del Risorgimento”, il “Civico Museo Morpurgo”, il “Civico Museo di Storia Patria” ed il “Civico Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata”.

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