Renato Balestra e quel legame con Trieste e Napoli mediato dal (blu) mare

13.01.2023 – 10.00 – Nonostante l’età veneranda – quasi un secolo, novantotto anni – e una carriera di successo, aveva suscitato un certo clamore lo scorso novembre 2022 la scomparsa dello stilista Renato Balestra. Il nome iconico, associato al mondo dell’alta moda, viene solitamente correlato con Roma. Eppure Balestra rimase sempre legato a due città italiane assai particolari, cioè Trieste e Napoli. Diversissime, spesso in accesa polemica; ma con inedite somiglianze, specie nel carattere indipendente, nel gusto per i caffè e nella vicinanza a un mare dal blu immediatamente riconoscibile. Proprio infatti quel colore, il ‘Blu Balestra‘, era stato il marchio distintivo dello stilista, un colore dalla brillantezza ispirata alle profondità marine dell’acqua.
Il legame con Trieste era di carattere famigliare, perché Balestra nacque nel capoluogo giuliano il 3 maggio 1924. Proveniva da una famiglia assai benestante, dell’alta borghesia, con una tradizione maschile di architetti e ingegneri. E non sorprende allora che Balestra avesse frequentato l’Università degli studi di Trieste, all’epoca di recente fondazione, cercando di laurearsi in Ingegneria. Abbandonò presto quella carriera, preferendo dedicarsi dagli anni Cinquanta al mondo della moda, specie col trasferimento nella ‘capitale’ modaiola per eccellenza, Roma. Secondo la leggenda biografica, la carriera ebbe inizio quando alcuni colleghi inviarono i suoi bozzetti al Centro Italiano della Moda (CIM) di Milano.
Il legame con Napoli invece precede quello con Roma, è concomitante a Trieste; Balestra vi si trasferì infatti quand’era adolescente, perchè il padre ingegnere aveva accettato il ruolo di direttore dei Cantieri Edili di Napoli. Come raccontò, a suo tempo, per Il Corriere della Sera “i napoletani sono stati gentili, accoglienti, mi hanno fatto sentire in qualche modo a casa. Ricordo le passeggiate con quelli che in breve tempo sarebbero diventati i miei nuovi amici. Abitavo in una traversa di via Caracciolo e ci spingevamo verso il lungomare. Mi raccontavano tante cose, mi indicavano Capri che avrei scoperto e amato anni dopo, ci fermavamo a guardare il mare. Un incanto assoluto”.
Proprio il blu del mare di Napoli sarebbe poi ritornato, anni dopo, nelle opere di Balestra; e tra i tanti ‘ritorni’ a Trieste occorre quantomeno ricordare i costumi per ‘Il Cavaliere della Rosa’ di Strauss, preparati dallo stilista per il Teatro Verdi.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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