Price Cap UE sul gas metano, tra consensi e scetticismo

30.01.2023 – 12:20 – Nonostante il voto contrario dell’Ungheria e l’astensione di Austria e Paesi Bassi, l’UE, dopo mesi di complessi negoziati ha trovato l’accordo sul cosiddetto “Price Cap” (tetto massimo del prezzo, ndr) al costo del gas. L’accorgimento entrerà in vigore a partire dal prossimo 15 Febbraio e consentirà ai paesi dell’Unione di contenere i prezzi del gas naturale. Con un limite di 180 euro al megawattora (circa 1,92 €/smc) il tetto entrerà in funzione a patto che il prezzo del gas scambiato al Ttf di Amsterdam sia superiore a tale soglia per tre giorni consecutivi e allo stesso modo superiore anche al prezzo del GNL (superiore di 35€/Mwh). Ad ogni modo, così facendo, l’accordo internazionale stipulato tra i ministri all’ambiente e alle risorse energetiche dei principali paesi europei porterà all’origine di un tetto al prezzo del gas che non sarà fisso e prestabilito a priori ma bensì dinamico quindi anche superiore ai 180 €/Mwh ed adeguato di volta in volta al valore del momento del GNL e allo spread. Esultano con soddisfazione il Ministro alla sicurezza energetica italiano, Gilberto Picchetto, il quale ha parlato di “vittoria dei cittadini italiani ed europei che chiedono sicurezza energetica”, ma anche la Premier Giorgia Meloni la quale ha dichiarato che l’accordo raggiunto sul prezzo del gas “è una vittoria costruita con molta pazienza nonché una battaglia sulla quale l’Italia è andata avanti con determinazione”. Più cauto invece il Presidente di ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente della Repubblica Italiana, Stefano Besseghini, il quale ha asserito che con il mese di Febbraio il prezzo del gas sarà si più basso rispetto a quello dei mesi in cui era incominciata la discussione ma “rimarrà un prezzo alto rispetto a quello industriale; un prezzo che dovrà inevitabilmente confrontarsi con i mercati internazionali, con il GNL ed una serie di parametri”. In altre parole, il “price cap” avrà un valore molto alto rispetto ai prezzi a cui eravamo abituati fino allo scoppio del conflitto russo-ucraino, pertanto, i cittadini europei dovranno loro malgrado abituarsi ai nuovi livelli di prezzo i quali, seppur calmierati non saranno mai riportati come ad inizio 2022. Continuano quindi a preoccupare le sorti dei consumatori privati ma anche quelle di attività ed aziende.

Lo scenario negativo da tempo previsto da Paesi come Germania e Olanda, i quali hanno timore che ponendo limiti al prezzo di importazione del gas i fornitori potrebbero preferire vendere i loro idrocarburi ad altre Nazioni lasciando a secco il Vecchio Continente è tutt’altro che impossibile. Gli operatori del mercato, poi non sembrerebbero aver gradito quella che ritengono una interferenza politica troppo invasiva. L’Associazione delle Borse Europee dell’energia ha affermato che il piano UE potrebbe rappresentare un inutile azzardo per la stabilità finanziaria dei mercati energetici europei utile solo ad indurre le utility a passare a un trischioso trading privato per evitare il tetto. Timm Kehler, AD del fornitore tedesco Zukunft Gas, ha definito il “Price Cap” “un’illusione politica, che non sopravviverà alla prova della realtà”, poiché in un’economia di mercato, i prezzi sono determinati dalla domanda e dall’offerta, e non da decreti politici”.

Il forte scetticismo che si è andato a formare nelle ultime settimane in merito all’entrata in vigore di un tetto al prezzo del gas e sulla sua validità nel mercato reale, ha indotto la Commissione UE a stare in allerta sull’evoluzione della questione in ambito internazionale dichiarando di essere pronta a ritornare sui suoi passi se il meccanismo dovesse creare problemi di approvvigionamento. Il commissario europeo per l’Energia, l’estone Kadri Simson, nel corso della conferenza stampa tenutasi nelle ore successive all’accordo ha dichiarato che “la Commissione “è pronta a sospendere, ex-ante, l’attivazione del meccanismo” se le prossime relazioni dell’ESMA, l’autorità di vigilanza sui mercati dell’Unione Europea, e dell’ACER, l’autorità di regolamentazione dell’energia, insieme alle valutazioni della BCE, la Banca Centrale Europea, dimostreranno che i rischi superano i benefici.

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