16.01.2023 – 09.42 – Purché se ne parli. Il ragionamento viene solitamente espresso con riferimento alla letteratura, ma appare applicabile anche all’architettura contemporanea. Aveva certamente fatto discutere, decenni fa, la costruzione della nuova Piscina Bianchi di Trieste (2004) sulle rovine della Fabbrica Macchine di S. Andrea. La struttura si presenta infatti con forme particolari, inconsuete. E vi è una ragione dietro questa scelta, sebbene più di design che di funzionalità. La struttura vuole infatti essere un’architettura-scultura, concepita da Francesco Mendini. L’utilizzo dei pannelli coloratissimi esterni che ricordano un’atmosfera carnevalesca è caratteristico di altri lavori di Mendini, mentre la struttura generale cita esplicitamente il museo di Mendini a Groninger, in Olanda. Ci si riferisce in particolare alla scelta di avere due differenti volumi, cioè un tronco di piramide rovesciata e una struttura semi-ellittica. La prima ospita le strutture accessorie e fornisce un ingresso quasi ‘monumentale’; la seconda contiene le piscine vere e proprie, realizzate per trasmettere un’impressione di spazi molto più larghi di quanto in realtà siano, specie attraverso la copertura monstre di acciaio, sostenuta solo dalla colonna centrale di 45 metri. Questa si erige solitaria tra le piscine olimpioniche e risalta come un pilastro d’altri tempi per l’assenza di altri sostegni. Opere d’altri tempi, verrebbe da scrivere; oggigiorno infatti le 500 tonnellate di acciaio utilizzate ante crisi 2008 risulterebbero un costo insostenibile. La piscina Bianchi pertanto giunge a configurarsi come un edificio-oggetto, una piscina che è anche un’installazione artistica; ciò almeno nelle intenzioni del Mendini, mentre spetta ai frequentatori il giudizio se questa volontà museale ‘impatti’ sulla fruizione degli spazi. Rimane innegabile una certa confusione dell’insieme della zona di S. Andrea, costellata di palazzi postmoderni tutti più o meno impazienti di avere un’identità che cozza violentemente tra di loro, quasi a simboleggiare la concorrenza delle diverse società di assicurazioni residenti.
[z.s.]


