Occupazione, 2022 positivo per il Fvg ma servono tecnici e specialisti

26.01.2023 – 12.00 – Cresce del 3,3 per cento l’occupazione del Friuli Venezia Giulia nei primi nove mesi del 2022 rispetto alo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato – emerso dall’indagine di Alessandro Russo di Ires FVG – è da attribuirsi a un’economia, quella dell’ultimo anno, non più condizionata dalle restrizioni invece ancora presenti per una buona parte del 2021. L’aumento riguarda però solo i primi cinque mesi del 2022, con un leggero calo tendenziale nel terzo trimestre e concerne il solo lavoro dipendente, l’apertura di nuove partite iva è infatti calata del 24 per cento. Nel dettaglio, Trieste e Udine sono state le due (ex) province con l’aumento più consistente, rispettivamente 20,3 e 21,7 per cento, a cui seguono Gorizia e Pordenone con il 15,3 e il 12,4 per cento.

Industria e edilizia sono stati i settori con una maggiore crescita, anche sa dalla rilevazione condotta dal sistema informativo Excelsior, emerge sempre più la difficoltà da parte delle imprese di reperire candidati qualificati per i profili professionali ricercati. Un’esigenza sempre più sentita dal mercato del lavoro odierno, che coinvolge tutti i livelli, locale e nazionale, con una sempre maggiore necessità di profili tecnici, come appare dalla stessa rilevazione. Specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche, tecnici della sanità, servizi sociali e dell’istruzione, operai specializzati, tanto per l’edilizia quanto per l’industria (carte e legno soprattutto), tecnici in campo informatico e ingegneristico, sono solo alcune delle figure difficili da reperire, e su cui pesano la mancanza di candidati e una preparazione non adeguata alla domanda. Con una stima di 10.920 entrate previste di nuovi lavoratori a gennaio 2023, nella metà dei casi (55,5 per cento) si prevedono quindi difficoltà nella ricerca di nuove figure, criticità che aumentano in corrispondenza di candidati che abbiano concluso un percorso ITS o in possesso di qualifiche di formazione o diploma professionale.

Infine, riprendendo il dato sulle partite Iva, il calo che è stato registrato a livello generale in tutto il paese appare così “drastico” in Fvg (-24 per cento contro il 7,7 per cento nazionale), a causa del dato anomalo di Gorizia (-72 per cento). Nei primi nove mesi del 2021 vi era infatti stato un boom di aperture, oltre 2500, che aveva fatto passare l’ex provincia da 853 a 3291 partite Iva. Le nuove aperture erano però riconducibili a soggetti non residenti operanti nella vendita online, lo stesso fenomeno si era verificato anche nelle città di Milano e Treviso, che assieme a Gorizia registrano infatti nel 2022 maggiori diminuzioni rispetto al resto delle province italiane. L’unica eccezione in regione è rappresentata da Trieste, che segna un aumento dell’8 per cento; Udine e Pordenone registrano invece rispettivamente un -6,4 e un -4,1 per cento.

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Nicole Petrucci
Nicole Petruccihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista iscritta all'Ordine del Friuli Venezia Giulia. Direttrice responsabile

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