09.01.2022 – 07.01 – Il ripristino della storica linea ferroviaria Trieste-Vienna, avvenuta a giugno 2021 con grandi entusiasmi (e qualche intoppo), sta attirando l’attenzione del settore del turismo ferroviario internazionale. Una manovra che si inserisce efficacemente nel movimento dello slow tourism e nella rinnovata enfasi sul trasporto via ferro da parte dell’Unione Europea.
La linea, risalente al 1857 e fonte all’epoca di grandi sconvolgimenti economici per Trieste, connessa a metà ottocento col bacino di mercato austro-tedesco e conseguentemente ‘esplosa’ a livello di investimenti, ha ricevuto una menziona dal giornale britannico The Guardian. Il giornalista Nicky Gardner l’ha nominata per il mese di gennaio 2023 “Rail route of the month“, esaltandone il tragitto in senso inverso: da Vienna a Trieste, dalle Alpi al mar Adriatico, dalla montagna al mare. Ma perchè un turista inglese o americano dovrebbe, secondo il Guardian, scegliere un tragitto così ‘lento’ e dirigersi verso una città ‘piccola’ quale Trieste? Ricordiamo innanzitutto che il consiglio proviene da un magister del vapore, da un connoisseur del turismo ferroviario: Gardner ha infatti scritto Europe by Rail: The Definitive Guide ed è co-editore del giornale Hidden Europe. L’autore ricorda come la tratta fosse un tempo parte di un’arteria vitale per Trieste e come il suo ripristino sia una conseguenza diretta della caduta della cortina di ferro e dell’accesso della Slovenia all’Unione Europea, con il ripristino del collegamento Lubiana-Vienna a inizio duemila e successivamente, attraverso l’Eurocity e per intermediazione dell’Austria, con Trieste.
Il viaggio dura “poco più di nove ore”.
L’articolo – un po’ diario di viaggio, un po’ guida touring – ricorda che il viaggio per la sua durata è perfetto per i “cupi giorni di gennaio”, con la possibilità di ammirare il Semmering, il paesaggio stiriano e il Carso sloveno. Se si sceglie di partire da Vienna alle 7.40 e se il treno arriva in orario (“cosa che di solito fa”, annota Gardner), il turista giunge a Trieste alle prime luci del tramonto. Il libro col quale accompagnare il viaggio? Trieste. O del nessun luogo di Jan Morris, naturalmente.
Si parte dai pittoreschi panorami del Semmering, dei quali si ricorda lo status di patrimonio Unesco per quanto concerne la ferrovia storica grazie al genio di Karl Ritter von Ghega, al paesaggio stiriano dominato dalla città di Graz, alla capitale Lubiana, dove avviene il distacco delle carrozze slovene. Gardner annota quale incredibile capolavoro di ingegneria fosse stato, a metà ottocento, connettere la linea ferroviaria senza che vi fosse abbondante disponibilità d’acqua; un problema lampante nel tratto della ferrovia del Carso. L’unica nota di demerito durante il percorso rimane, per il giornalista inglese, Villa Opicina descritta come “un’ombra di sé stessa”. Il passaggio presso Miramare suscita infine il richiamo dello spirito della scrittrice Ian Morris, a suo tempo affascinata come tanti letterati dal bianco castello e dai suoi (tragici) abitanti.
[z.s.]


