Capitaneria di Porto o Guardia Costiera? Caratteristiche e compiti del Corpo

10.01.2023 – 12:35 – C’è differenza tra la Capitaneria di Porto e la Guardia Costiera? Questa è una domanda che molti cittadini di città marittime come la nostra, e non solo, si pongono quando hanno necessità di interloquire con gli operatori del suddetto corpo. La risposta è semplice ed è assolutamente no. Ad ogni modo per chiarire questo dubbio è bene andare a ritroso nella storia fino a raggiungere il 20 Luglio 1865 data nella quale il Re d’Italia Vittorio Emanuele II, con apposito Regio Decreto, ha affidato alle capitanerie di porto della Penisola la disciplina e la vigilanza di tutte le attività marittime e portuali, sancendo ufficialmente la nascita del Corpo specialistico della Marina Militare. Così è stato e continua ad essere tutt’oggi. Tuttavia, l’8 Giugno del 1989, con Decreto Ministeriale, il Governo italiano ha stabilito che i reparti operativi delle Capitanerie di Porto siano inseriti nel sottogruppo denominato “Guardia Costiera” il quale, pertanto, rappresenta un’articolazione del Corpo ed è costituita da squadre equipaggiate con unità navali ed aeree. Tale provvedimento, per tanto, non ha fatto altro che riconoscere come tale il servizio da sempre espletato, lungo le coste e in mare, dagli uomini delle Capitanerie di Porto.

Il Corpo delle Capitanerie di Porto / Guardia Costiera, svolge compiti relativi agli usi civili del mare ed è inquadrato funzionalmente ed organizzativamente nell’ambito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al quale si riconducono i suoi principali compiti istituzionali. Il Corpo, inoltre, opera in regime di dipendenza funzionale dai diversi Dicasteri, tra i quali il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e Forestale, che si avvalgono della sua organizzazione e delle sue competenze specialistiche. Tra le citate competenze, in primis, la salvaguardia della vita umana in mare, della sicurezza della navigazione e del trasporto marittimo (chi dovesse avere la necessità di segnalare un’emergenza in mare, sin dai primi anni 2000 può contattare il numero 1530. Sempre attivo e gratuito, permette di entrare in contatto con la Centrale Operativa o con la Capitaneria di Porto competente per il territorio), oltreché la tutela dell’ambiente marino, dei suoi ecosistemi e l’attività di vigilanza dell’intera filiera della pesca marittima, dalla tutela delle risorse a quella del consumatore finale. A queste ultime si aggiungono le ispezioni sul naviglio nazionale mercantile, da pesca e da diporto, condotta anche sulle navi mercantili estere che scalano i porti nazionali.

In Italia l’attuale organico conta 11000 persone, distribuiti in una struttura capillare costituita da 15 Direzioni Marittime, 55 Capitanerie di porto, 51 Uffici Circondariali Marittimi, 128 Uffici Locali Marittimi e 60 Delegazioni di Spiaggia, mediante la quale il Corpo continua ad esercitare le proprie molteplici attività, sul mare e lungo le coste italiane.

 

 

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