09.12.2022 – 09.52 – Dallo scorso mercoledì 7 dicembre, nell’area dinanzi al Caffè Joyce, in Piazza del Ponterosso, staziona un imponente catafalco di funi e teli, un monolite trapuntato di transenne. È il ‘Tallero di Maria Teresa‘, il nuovo monumento volto a ricordare l’imperatrice che, grazie alla sua azione illuminata, trasformò Trieste, ponendosi al crocevia di un trittico di imperatori costituito da Carlo VI e dal figlio ‘teresiano’, Giuseppe II.
Il monumento si compone di una moneta dal diametro di tre metri, la cui parte inferiore appare inserita nel tracciato urbano; la faccia rivolta alla città riproduce fedelmente l’immagine di uno degli iconici talleri che arricchirono Trieste, con la silhouette della sovrana; il retro invece, rivolto verso il canale, sarà costituito da una superficie riflettente. L’acqua del canale pertanto verrà riprodotta sullo specchio del tallero; ed è facile immaginare quali giochi di luce e quali ‘acrobazie’ fotografiche potranno essere riprodotte. Guardando al significato simbolico, il tallero rifletterà sulla propria superficie proprio quel quartiere teresiano costruito grazie alla volontà della sovrana.
Il tallero è stato realizzato, dopo lunghi lavori, nell’Acciaieria Fonderia Cividale Spa di Cividale del Friuli; i ritardi, nell’estate 2022, erano dovuti a lavori di rifinitura della superficie, specie per quanto concerne la ‘resa’ di un’antica moneta. Il tallero è stato poi trasportato grazie alla Rosso Srl e collocato nella sua posizione (quasi) finale grazie alle gru della Midolini Spa.
Successivamente al suo posizionamento, le maestranze della Rosso Srl procederanno a controlli relativi alla stabilità del manufatto che, per quanto concerne le autorizzazioni, più che una semplice statua, è un edificio a sé stante. Verrà inoltre sistemata la base di marmo, la targa e il tallero verrà inserito nella posizione definitiva.
L’inaugurazione non avverrà però a breve; il tallero verrà infatti svelato appena a gennaio 2023, alla fine del periodo delle festività natalizie.
La scelta di un monumento tanto peculiare è la conseguenza di un concorso volto a selezionare da un carnet di possibili statue eseguito nel 2017, tramite una consultazione popolare. La partecipazione era stata intensa, i triestini avevano dimostrato affezione per l’antica sovrana; ma la scelta delle opzioni aveva lasciato generalmente insoddisfatti.
Il tallero recupera l’antica usanza di porre una moneta sotto la tegola del tetto di una nuova casa onde godere di buona fortuna; e la moneta effettivamente era all’epoca il simbolo della potenza austriaca.
Il monumento può essere inquadrato sotto un profilo ‘moderno’; la superficie riflettente nasce con l’idea di facilitare l’interattività con la statua, tramite selfie e cartoline. È un monumento in tal senso ‘moderno’ che riflette l’era dei Social, con una finalità turistica, rivolta ai nuovi venuti.
Sotto un profilo invece simbolico, la scelta di una moneta è sorprendente; solitamente anche il più ricco mercante nascondeva la propria ricchezza, la utilizzava per opere artistiche e culturali. Non avrebbe mai esibito così platealmente il proprio ‘denaro’, l’avrebbe trovato un’operazione eccessivamente rozza. Elevare pertanto il denaro a ‘monumento’, trasformarlo in una statua sarebbe stata un’operazione fonte di disagio per il ceto mercantile triestino. Ostentare la propria ricchezza era ancora un tabù, riservato solitamente agli americani; d’altronde è anche vero che Trieste era nel settecento la ‘Philadelphia d’Europa‘, spesso paragonata agli Stati Uniti.
[z.s.]


