19.12.2022 – 13.39 – Una petizione onde mettere in sicurezza, restaurare e infine restituire alla cittadinanza nella sua interezza la Piscina Olimpionica di mare dello storico Stabilimento balneare Savoia Ausonia. Ė stato l’oggetto della conferenza stampa odierna, indetta da una molteplicità di associazioni cittadine, accomunate dalla volontà di esercitare un’azione di ‘pressing’ per il restauro della struttura. La conferenza, svoltasi alle ore 11.30 al Bar Libreria Knulp, ha assistito all’intervento della Presidente dott. Lucia Starace Cattonaro del Centro Studi FVG Ceresdonne e dello storico e giornalista Zeno Saracino.
Non hanno potuto essere presenti, per impegni improrogabili, la dott. Laura Chies, docente di Economia all’Università degli studi di Trieste (Units) e il Presidente dott. Andrea Weherenfennig di Legambiente Trieste.
Costruita nel 1934, la ‘vasca natatoria’, poi Piscina Olimpionica dell’Ausonia, era stata costruita in linea con le direttive per gli impianti sportivi dell’epoca: quattro corsie e una lunghezza che fosse una frazione esatta dei cento metri. Il materiale era cemento armato per le pareti, fondo rivestito di mattonelle di maiolica e sul bordo un gradino di appoggio dotato di scalette. In prossimità del trampolino, la piscina presentava la fossa per i tuffi, graduata in corrispondenza del trampolino: 4,50 metri per i tuffi da 10 metri e 3 metri per i tuffi da 1 a 3 metri. Il trampolino era posto in una posizione mediana e perfettamente ortogonale alla vasca, onde garantire che l’atleta avesse il sole alle spalle durante le gare, programmate al pomeriggio. Essendo inoltre una piscina ad acqua di mare, era prevista una ‘presa’ collocata in mare aperto, ad almeno trecento metri di distanza dalla struttura, con decantatori per la sabbia e diversi strati di carbone per la filtrazione.
Erano infine previste una banchina per i bagnanti e le tribune del pubblico, quest’ultime obbligatoriamente poste a tre metri dalla vasca, onde garantire la visibilità necessaria.
Non si trattava pertanto ‘solo’ di una piscina, ma di una vasca di alto livello, tecnologicamente avanzata; tale da garantire all’Ausonia un ruolo di prima categoria.
La petizione si propone quattro obiettivi, accomunati dalla volontà di restituire a Trieste uno dei suoi stabilimenti balneari di maggiore importanza ‘storica’.
Il primo consiste nella restituzione dell’accesso al pubblico della Piscina Olimpionica di mare, gravemente danneggiata dalla mareggiata del 2019 e, nonostante i ripetuti appelli, rimasta chiusa per i danni subiti. Si chiede che la piscina ritorni accessibile alla cittadinanza, agli ‘Ausoniani’ e naturalmente ai giovani atleti del Nuoto e della Pallanuoto per gli allenamenti estivi.
Il secondo obiettivo richiede che si acceleri il procedimento, indetto tramite nota della Soprintendenza, Archeologia, Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia del 23 agosto 2019, tramite cui si chiedeva al Comune di Trieste e al Consorzio Cooperative Sociali Ausonia di predisporre un progetto di messa in sicurezza e restauro della piscina.
Connesso a ciò, la petizione chiede che si attivi, il prima possibile, una Conferenza dei Servizi dove le diverse parti pubbliche coinvolte concordino come e con quali risorse procedere al recupero della piscina. La Petizione pone come traguardo finale per il restauro la stagione balneare maggio-settembre 2023.
Infine, quale quarto e ultimo obiettivo, la petizione chiede che le associazioni coinvolte vengano informate dei progressi del recupero della Piscina.
La petizione è stata indirizzata al Ministro della Cultura dott. Gennaro Sangiuliano, al Sottosegretario alla Cultura dott. Vittorio Sgarbi, alla Soprintendente Archeologia Beni culturali e Paesaggio dott. Simonetta Bonomi, al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia dott. Massimiliano Fedriga, all’assessore alla Cultura e allo Sport FVG dott. Tiziana Gibelli, al Presidente dott. Zeno D’Agostino e al Direttore Generale dott. Vittorio Torbianelli dell’Autorità del Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale (quale ente proprietario), al Sindaco del Comune di Trieste Roberto Dipiazza (quale ente concessionario), all’assessore alla Cultura e allo Sport dott. Giorgio Rossi e al Presidente del Consorzio Cooperative Sociali Ausonia Paola Vuch (quale ente gestore).
Il recupero della piscina viene richiesto essendo lo stabilimento vincolato ex lege, secondo le previsioni di cui all’art.10 del Dlgs.42/2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio) in qanto patrimonio storico culturale della Nazione italiana e delle comunità del Friuli Venezia Giulia e di Trieste. Nonostante l’utilizzo sia pertanto sportivo, l’Ausonia è un’importante testimonianza storica degli anni Trenta del novecento e della storia balneare triestina, affine per caratteristiche costruttive ed elementi distintivi al settore dell’archeologia industriale.
La valorizzazione del Bagno Ausonia e del suo valore come struttura non solo balneare, ma compiutamente ‘storica’ è iniziata dagli anni Novanta, grazie al lavoro svolto dalla sezione di Trieste di Italia Nostra; un lavoro culminato con la pubblicazione del volume ‘tecnico’ Gli stabilimenti balneari Ausonia di Antonella Caroli, base per la tutela del sito.
La petizione sarà disponibile mercoledì 21 dicembre anche su Change.org per una raccolta firme ‘dal basso’ e di ambito nazionale, perché si ritiene che il caso possa costituire esempio esportabile di partecipazione attiva dei cittadini alla soluzione di ‘annosi’ problemi, qual è il caso in questione.
Quali rappresentanti della parte ‘ambientale’ e ‘culturale’, la petizione vede il sostegno del Presidente dott. Andrea Weherenfennig della Lega Ambiente Trieste e di Legambiente FVG e nazionale.
Primi firmatari in rappresentanza dei cittadini, dei bagnanti e atleti che frequentano lo Stabilimento balneare Ausonia di Trieste, Anna Piccioni, Annamaria Ferrante, Giancarlo Migliorini, Sonia del Bianco, Rossella Gaio, Patrizia Saina, Chiara Motka, Bianca Cuderi, Tiziana Oselladore, Patrizia Spanghero, Furio Dei Rossi, Lucio Illini Luca Cattonaro e Chiaretta Spangaro.
[z.s.]


