Gechi a Trieste, dalle antiche colonie al surriscaldamento globale

07.12.2022 – 11:25 – Alzi la mano chi negli ultimi anni ha ricevuto la visita, più o meno gradita, da parte di un geco, il piccolo animaletto della famiglia degli filodattili simile ad una lucertola ma con le zampe palmate che da un paio d’anni a questa parte ha visto il suo proliferare crescere in maniera esponenziale lungo tutto lo stivale; in particolare lungo le coste del Nord Italia dove le temperature estive sono ormai simili, se non tavolta superiori, a quelle dei paesi del Meridione. Non sono poche, infatti, le segnalazioni di Triestini che sui vari gruppi social della Città stanno segnalando la presenza del suddetto rettile all’interno dei propri appartamenti, tanto in città quanto in periferia quindi in campagna. Secondo quanto è possibile evincere dagli esperti, parlare di invasione di gechi nel nostro Paese è esagerato ma è assodato che il loro numero, rispetto ad un decennio fa, è visibilmente cresciuto; complice il surriscaldamento globale. Un tempo si pensava fossero animali prettamente esotici giunti nel Vecchio Continente da Africa ed Oceania attraverso i container delle navi cargo, tuttavia, più recenti studi hanno portato i biologi ad affermare che con molta probabilità colonie di gechi in Italia sono esistite sin dall’epoca romana, quando l’animale veniva spesso associato alla Dea Salus, divinità femminile portatrice di salute e prosperità. Da qui, il comune pensiero che chi si imbatte in un geco verrà baciato dalla fortuna allo stesso modo di chi sul suo cammino trova un quadrifoglio.

Vi starete chiedendo se tutto ciò sia veritiero o se sia solo una leggenda. Beh, questo nessuno può affermarlo con certezza; resta il fatto che i gechi sono animali assolutamente innocui per l’uomo e, oltre ad essere sinonimo di un ambiente pulito, fungono anche da insetticidi naturali all’interno delle nostre stanze o dei nostri giardini in quanto sono ghiotti di mosche, zanzare, ragni e moscerini. Ad ogni modo, il geco è un po’ pigro e, pertanto, non lo vedrete mai lanciarsi addosso ad una preda volante ma si limiterà a mangiare gli insetti che troverà attaccati alla parete. I gechi, inoltre, sono animali piuttosto asociali; da giovani solitari, da adulti vivono al massimo in coppia.

Nella nostra Città sono stati catalogati, sin dal 1925, gechi di due sole specie quali la più diffusa “Tarentola Mauritanica” (geco comune) e la “Hemidactylus Turcicus” (geco verrucoso) più diffuso lungo il litorale muggesano, la Costiera Triestina e l’area di Duino-Aurisina.

Come agire se un geco si è addentrato nel nostro appartamento? Catturare un geco non è cosa facile, specialmente se appicciato al soffitto o su una parte alta della parete. Ad ogni modo, gli esperti consigliano di bagnare l’animale con alcuni schizzi d’acqua fredda, possibilmente emessi da uno spruzzino da bagno. I gechi adorano il caldo e odiano il freddo e, per tanto, alcune gocce di acqua ghiacciata lo paralizzeranno per qualche istante permettendovi di raccoglierlo con un retino, una scatola o qualsiasi recipiente vi capiti sotto mano in quel particolare quanto concitato momento.

Se non potete utilizzare l’acqua a causa della presenza di apparecchiature elettriche, quadri, tappeti, pareti con pittura particolare, potrete tentare direttamente la cattura, applicando la scatola od il contenitore al soffitto o alla parete e, successivamente, infilare nelle fessure tra muro e contenitore un foglio di carta con il fine di far staccare il geco dalla superficie e farlo cadere nel recipiente.

Nei casi più estremi, è possibile reperire in commercio del vero e proprio veleno per gechi, lucertole ed affini, un liquido appositamente studiato per sopprimere tali animali. Ad ogni modo, il suo utilizzo è calorosamente sconsigliato in quanto, come detto in precedenza, i gechi, oltre a essere simbolo di fortuna, non rappresentano in alcun modo una minaccia per l’uomo e, per tanto, nemmeno noi dovremmo rappresentare una minaccia per loro.

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