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mercoledì, 7 Dicembre 2022

Religione, ateismo e costituzione. Il rompicapo

21.11.2022 – 15.00 – Questa volta dobbiamo esaminare con attenzione i principi fondamentali della Costituzione italiana, cioè della nostra società. La questione è molto interessante. Immagina di organizzare una fiera per promuovere un’attività, diciamo la filosofia. Ogni corrente filosofica ha diritto a un banchetto: arrivano le richieste dai platonici, dai positivisti, dai nichilisti, dagli ermetici, dagli epicurei… e, poi, arriva una richiesta singolare. Un gruppo di persone, ritenendo che la filosofia sia inutile, vuole un banchetto per convincere tutti i visitatori a occupare meglio il proprio tempo e di andare nella fiera accanto, dove ti spiegano come coltivare i pomodori. Il comitato che organizza la fiera filosofica non ha dubbi e rigetta la richiesta. Ha fatto bene? Voglio dire, se organizziamo una fiera dove tutte le idee filosofiche vengono messe a confronto, dovrebbe avere un suo banchetto anche chi ritiene che la filosofia sia una perdita di tempo e vorrebbe convincere gli appassionati a impiegare meglio il proprio tempo, ad esempio andando a coltivare i pomodori?

La questione si è presentata davvero, anche se la discussione non ha riguardato la filosofia, bensì un tema molto più caldo e sensibile: la religione. È accaduto che un’associazione di “non credenti”, cioè di atei e agnostici, ha voluto sostenere la propria idea in tema di religione, cercando di aumentare i propri seguaci. Ricordo che, in estrema sintesi, la persona “atea” non ritiene che esista Dio, mentre la persona “agnostica” si disinteressa della questione. Dunque, la U.A.A.R., che sarebbe la “Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti” decide di fare una campagna promozionale affiggendo dei manifesti sui quali la loro posizione è raffigurata così: c’è scritto “a caratteri cubitali, “Dio”, con la “D” a stampatello barrata da una crocetta e le successive lettere “io” in corsivo, e sotto la dicitura, a caratteri più piccoli, “10 milioni di italiani vivono bene senza D”. E quando sono discriminati, c’è l’UAAR al loro fianco.”

La Giunta Comunale di Verona rigetta la richiesta di affissione dei manifesti “risultando il contenuto della comunicazione potenzialmente lesivo nei confronti di qualsiasi religione”. Sorge infatti un problema di difficile soluzione: secondo le leggi italiane, ogni sentimento religioso deve essere tutelato. È scritto nella Costituzione italiana, all’articolo 19 dove si legge che “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.” E allora, è giusto tutelare il sentimento religioso negando il diritto di esprimersi a chi ritiene che esso… sia perlomeno superfluo? Se devo difendere un diritto, posso ragionevolmente dare voce a chi attacca il diritto che devo difendere sostenendo che esso non vada tutelato? Sembra un rompicapo e, in effetti, lo è. Nel prossimo articolo esaminiamo come hanno risolto il problema i giudici chiamati ad occuparsi della vicenda.

[g.ca]

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