27.11.2022 – 09:00 – Il Prosciutto di Parma è un salume tipico della provincia di Parma; più precisamente la sua zona di produzione è posta 5 chilometri a sud della via Emilia, fino ad un’altitudine non superiore a 900 m, delimitata ad est dal torrente Enza e ad ovest dal torrente Stirone. Il prelibato salume può essere prodotto soltanto con determinate razze di suino pesante, come le razze tradizionali “Large White”, “Landrace” o “Dunroc”. Possono essere utilizzate anche altre razze, purché siano compatibili con il Libro Genealogico Italiano. Ad ogni modo, nei prossimi mesi, salvo opposizioni, gli allevatori di suini del Friuli Venezia giulia potranno fornire i loro animali anche alle aziende emiliane. Questo è quanto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea all’interno del disciplinare di produzione del Prosciutto di Parma DOP. E’ un ritorno al passato, più precisamente al 2006, anno in cui i produttori della nostra Regione erano stati esclusi dal suddetto documento. La rivoluzione, seppur prevista, non è ancora stata eseguita in quanto per entrare in vigore ha bisogno di tre mesi. Se entro tale periodo nessuno avrà espresso parere contrario, – come auspicato da Coldiretti, la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana – il cambiamento sarà attuato. L’apertura al Parma Dop garantirebbe un ampliamento del mercato, sia per la quantità di cosce lavorate, circa il doppio rispetto al nostrano “San Daniele”, sia per la tipologia del prodotto, in particolare per le cosce di seconda scelta. Tornerà quindi ad essere importante non la provenienza della coscia (la quale deve essere esclusivamente da allevamento italiano) ma bensì il metodo di lavorazione.


