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domenica, 4 Dicembre 2022

Musica, Aula approva ddl per istituzione elenco regionale scuole

23.11.2022 – 16.00 – Approvato a maggioranza, con unica astensione di Furio Honsell (Open Fvg), il disegno di legge 180, relativo all’istituzione dell’Elenco regionale delle scuole non statali di musica del Friuli Venezia Giulia e altre disposizioni in materia di attività didattica musicale di base.

Il ddl prevede in primo luogo l’istituzione di un elenco di scuole al quale potranno iscriversi gli enti gestori in possesso di determinati requisiti, in modo da poter accedere ai finanziamenti. Questi ultimi si sviluppano lungo tre linee contributive che valorizzano i corsi di studio propedeutici a quelli accademici dell’Alta formazione artistica e musicale (Afam), l’insegnamento musicale di base attraverso i corsi con programma didattico libero (con particolare apprezzamento delle scuole operanti in Comuni con meno di 3.000 abitanti) e i progetti didattici realizzati in rete tra Enti gestori, dedicati agli allievi in situazioni di svantaggio.

In sede di discussione in Aula il capogruppo leghista Mauro Bordin, relatore di maggioranza, ha rimarcato “il grande senso di responsabilità dei soggetti – rappresentanti delle scuole di musica e dei conservatori – che sono stati coinvolti nel processo di stesura della legge, che hanno saputo superare le barriere mettendo l’interesse personale dietro quello collettivo”. Il consigliere si è detto “ampiamente soddisfatto del lavoro svolto per la creazione di uno strumento moderno e innovativo, che risponde alle esigenze attuali da affrontare come quelle di dare a chi opera nel settore strumenti e risorse importanti”.

“Capisco che la legge ha soddisfatto tutti ma – ha fatto notare Honsell, relatore di minoranza – credo che come Consiglio dovremmo essere più presenti su un tema così importante come la musica, una delle poche attività capaci di coniugare le dimensioni cognitive, psicomotorie, emozionali e relazionali di una persona, e per questo auspico che si decida di iniziare l’iter per l’adozione di una legge quadro – il consigliere ne ha presentata una, la pdl 139/2021 – che possa toccare aree tematiche innovative e potenziare le istanze emerse negli ultimi anni”. Il consigliere ha, inoltre, motivato la sua astensione sostenendo che “nonostante la legge sia apprezzata lascia un sistema rigido e non sembra particolarmente innovativa” e esprimendo “perplessità sulla presenza così forte dei conservatori”.

A sostenere la necessità di una legge quadro in materia è anche la consigliera Chiara Da Giau (PD) che auspica che “la commissione competente appronti la pdl presentata da Honsell, in modo da poter riflettere sulla valorizzazione della musica che non si può fermare alla formazione di base, in quanto va riconosciuta la scelta di fare della musica una professione”. Da Giau ha, inoltre, ripreso un tema emerso in fase di audizioni, ovvero quello dei licei musicali, sui quali “annualmente si apre una contesa tra i vari comuni che vogliono ospitare questo indirizzo a fronte, però, di una mancata riflessione sul perché questa scuola venga scelta o meno dagli alunni. L’affidamento degli indirizzi, di conseguenza, può non produrre i risultati attesi. Questo per dire – ha concluso – che il mondo della musica è un mondo fragile che deve essere sostenuto”.

“Il tema della mancanza di licei musicali andrà affrontato – ha affermato Cristiano Shaurli (PD), rivolgendosi ai colleghi dell’isontino – in quanto la richiesta di Gorizia in merito non vede, ancora, soddisfazione. Assieme ad esse, anche alla valorizzazione della produzione musicale andrà dedicata attenzione”. Il dem ha anche fatto notare come “il percorso di stesura del ddl abbia fatto emergere l’importanza che le Commissioni possono rivestire nel procedimento normativo, avendo il potere di chiarire richieste e perplessità a beneficio di tutta la comunità regionale”. Shaurli ha concluso definendo la legge un “elaborato di sintesi importante che ha raccolto soddisfazione, percepita anche durante le audizioni” e, commentando gli emendamenti, tutti a firma di Honsell, ha sottolineato come ricerchino “un miglioramento senza stravolgere l’equilibrio che è stato trovato tra le diverse scuole”.

Uno degli emendamenti – tutti respinti – proposti dal consigliere di Open, relativo all’inserimento nella legge di una dicitura che riconosca il pluralismo culturale e linguistico della regione è stato condiviso anche da Marko Pisani (Ssk) e da Massimo Moretuzzo (Patto) che ha evidenziato come “il tema delle minoranze linguistiche in regione possa essere valorizzato anche dal punto di vista musicale”.

“La valorizzazione della pluralità linguistica e culturale è attinente al tema della produzione musicale, non del percorso formativo”, ha ricordato in Aula l’assessore regionale alla Formazione, Alessia Rosolen. “Inoltre – ha proseguito – abbiamo coinvolto nel processo normativo associazioni e soggetti operanti sul territorio che già riservano spazi ad hoc per la valorizzazione della pluralità linguistica nelle loro attività”. Rosolen ha concluso ricordando il principio con cui è stata pensata la norma, ovvero quello di “dare una risposta puntuale rispetto al tema formativo di connessione con il sistema scolastico dell’alta formazione in un settore che, dagli anni ’80, era abbandonato a sé stesso”.

“Abbiamo raggiunto un obiettivo importante, grazie a un fruttuoso lavoro di confronto e condivisione con i rappresentanti delle reti regionali delle scuole non statali di musica della nostra regione” ha commentato il consigliere leghista Bordin, che ha aggiunto: “Sono molto soddisfatto del risultato raggiunto, a cui ho contribuito in termini di interlocuzioni e proposte. Sono contento – conclude Bordin – che oggi sia stato mosso un importante e deciso passo in avanti per sostenere e promuovere lo studio e la pratica della musica sul nostro territorio regionale”.
[c.s.]

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