L’Artistica 81 e i Giochi Olimpici, da Bremini a Macrì e Benolli

18.11.2022 – Tra le tante ginnaste e i tanti ginnasti che nel corso di questi 41 anni si sono formati tra le file dell’Artistica 81, società di ginnastica artistica tra le più prestigiose in Italia (e l’unica del Friuli Venezia Giulia ad aver mai partecipato al massimo campionato nazionale di ginnastica artistica femminile) ci sono state diverse stelle della Nazionale italiana, che hanno partecipato a importanti competizioni internazionali nel corso degli anni. Ma tra le stelle dell’Artistica 81 ci sono state anche tre atlete che hanno preso parte, nel corso degli anni, ai Giochi Olimpici. E sarebbero potute essere quattro.

L’evento sportivo più importante e prestigioso del mondo, infatti, ha visto la partecipazione in due diverse edizioni di atlete della Artistica 81, che hanno rappresentato la società e l’intera città ai Giochi Olimpici di Sidney, nel 2000, e di Pechino, nel 2008. Si tratta di Martina Bremini – che ha preso parte alle Olimpiadi della terra dei canguri – e di Francesca Benolli e Federica Macrì, che partecipano ai Giochi di Pechino. Meno fortunata, purtroppo, è stata Tea Ugrin, che ha visto infranto il suo sogno di partecipare alle Olimpiadi di Rio 2016.

Melozzi la prima stella

Il rapporto dell’Artistica 81 con la Nazionale italiana di ginnastica artistica, in realtà, inizia ben prima della partecipazione delle sue ginnaste ai Giochi Olimpici. La prima atleta della formazione triestina a tingersi d’azzurro è infatti Barbara Melozzi, che si forma sotto la guida dei tecnici Diego Pecar e Teresa Macrì e nel corso degli anni Novanta prende parte a diverse competizioni internazionali, tra Europei, Mondiali e Mondiali di Specialità.

Bremini dai titoli assoluti a Sidney

Ma è l’epopea di Martina Bremini a dare ancora più lustro alla società. Bremini, infatti, oltre a portare alla società i primi titoli nazionali tra gli assoluti (che a Trieste aveva vinto soltanto la Società Ginnastica Triestina) nel 1997 e nel 1999, veste l’azzurro e va agli Europei di San Pietroburgo del 1998, ai Mondiali di Tianjin del 1999 e, all’alba del nuovo millennio, è la prima ginnasta dell’Atletica 81 a prendere parte a un’edizione dei Giochi Olimpici, partendo con le azzurre per le Olimpiadi di Sidney dove chiude diciassettesima.

Benolli e Macrì a Debreceni, Volos e Pechino

Il rapporto tra l’Artistica 81 e la nazionale italiana non si esaurisce ai Giochi Olimpici di Sidney 2000 e, anzi, si rafforza, visto che da quel momento varie altre ginnaste saranno chiamate con frequenza in nazionale. In particolare, sono Sara Bradaschia, Federica Macrì e Francesca Benolli a dare lustro alle triestine, sempre sotto l’attenta guida dei tecnici Diego Pecar e Teresa Macrì. Prima, infatti, tutte e tre prendono parte agli Europei juniores di Amsterdam del 2004 (con risultati quali il bronzo a squadre e quello individuale di Federica Macrì nel corpo libero). Poi, Francesca Benolli, un anno dopo, vince l’Europeo di Debreceni nel volteggio. Piccola particolarità: si tratta per il primo successo azzurro nel dopoguerra. Un anno dopo, a Volos, l’Italia diventa il primo paese dell’Europa occidentale a vincere il titolo continentale a squadre. Si arriva così al 2008, quando Francesca Benolli e Federica Macrì vanno a Pechino, ai Giochi Olimpici, nella stessa nazionale che metterà in luce il talento di Vanessa Ferrari. E in mezzo, per entrambe, tantissime medaglie conquistate.

Il sogno Ugrin spezzato da un infortunio

Il filo che lega l’Artistica 81 ai Giochi Olimpici si sarebbe dipanato ancora, nel 2016. In quel tempo, a incantare con la squadra triestina e con la nazionale era Tea Ugrin, che nel 2013 – ad appena 15 anni – aveva vinto il titolo nazionale (poi bissato nel 2015) da junior, prima dopo Vanessa Ferrari a riuscirci. Nel 2015 fa parte, con Vanessa Ferrari, Carlotta Ferlito, Elisa Meneghini, Lara Mori, Enus Mariani, della nazionale italiana ai Mondiali di Glasgow, strappando insieme alle compagne il pass per le Olimpiadi di Rio 2016. Olimpiadi che, a causa di un infortunio, è costretta a saltare, rinunciando suo malgrado al sogno a cinque cerchi e al rinnovo della tradizione delle ginnaste dell’Artistica 81 ai Giochi Olimpici.
[E.R.]

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