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mercoledì, 7 Dicembre 2022

Il rilancio della fotografia under30 in FVG passa per il Trieste PhotoLab

15.11.2022 – 16.03 – Autoriale, pubblicitaria, creativa, artistica. Cos’è la fotografia? Quanto vale, ai tempi d’oggi, la didattica? Com’è cambiata l’arte fotografica? Trieste PhotoLab è un progetto che sin dall’inizio si è proposto di rilanciarne ogni aspetto, cercando di appassionare anche i giovanissimi. Un lavoro cominciato a marzo 2022 che nel weekend del 5 e 6 novembre ha trovato il proprio climax: una due giorni di confronto, dialogo, workshop, letture e premiazioni. Il progetto è riuscito a coinvolgere nomi nazionali e internazionali: Mittica, De Pace, Adretta, Merlak, Donaggio, Pastrovicchio, Tamborini, Davide Rossi, Tomesani, Carelli, Placucci. In un anno di lavori, con il Trieste PhotoLab si è parlato di fotografia a 360 gradi: dalla smart phgotography al banco ottico, camera oscura (che il PhotoLab ha allestito al ricreatorio Pitteri di Trieste), l’evoluzione digitale e il ritorno all’analogico. Grazie a un finanziamento nell’ambito del bando ripartenza le associazioni centoFoto e dotARt, con il festival internazionale Trieste Photo Days e TRIESTE.news, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, hanno collaborato con il Comune di Trieste ed il PAG, il ministero della cultura, l’Università degli studi di Trieste con il proprio Contamination lab, il Craf, Fineart e le più importanti realtà associative fotografiche nazionali e internazionali: Martin Parr Foundation, Photographers.it, Magnum, Accademia Scaglia e l’associazione nazionale fotografi professionisti. 

Grande spazio è stato dato alle letture portfolio: un tipo di confronto spesso sottovalutato, anche dal professionista, che lo mette davanti ai propri punti di forza e debolezze e che lo fa inevitabilmente crescere nella propria vita professionale. Tanto, tanto spazio ai giovani: nell’ambito del progetto “Campus” è stata premiata la giovanissima Sophie Nevierov, appena diciassettenne ma che ha spiccato per talento e visione prospettica, cimentandosi in uno degli stili fotografici più complessi: la fotografia architettonica. 

È innegabile che la fotografia, come ogni arte, sia mutevole e malleabile. Influenzata dal periodo storico, dalla tecnologia, dal trend. Trieste PhotoLab non ha lasciato nulla al caso, analizzando ogni aspetto del lavoro del fotografo. Tanti anche i consigli pratici dati agli studenti e alle studentesse del ciclo didattico svoltosi al PAG: si è parlato di tecnica, colore e stile; ma anche di marketing e di quali siano i canali migliori dove il fotografo può pubblicizzarsi. 

La didattica, tema chiave del progetto, è stata protagonista della tavola rotonda che si è tenuta in ultima giornata. Il presidente di centoFoto, Calogero Chinnici: “La didattica deve partire dalla base. Didattica è educare, insegnare iniziando dalla A. Di questo percorso, che giunge a conclusione dopo un anno di intenso lavoro, per me ha visto il proprio apice con le tre giornate passate con i giovani ragazzi del ricreatorio Pitteri, lo dico senza nessun dubbio, anche perché non mi aspettavo una risposta del genere”. Tra i tanti temi analizzati durante i workshop e le masterclass del Trieste PhotoLab anche la smartphotograpy: una tecnica propria di giovani e giovanissimi che, come dimostrato dalla docente Samanta Tamborini, ormai fa gola a ogni generazione. “I giovani oggi hanno uno strumento di comunicazione, lo smartphone: ecco questi ragazzi vanno educati anche in questo senso. Tutto il progetto ha girato attorno si alla didattica di base, ma anche al giusto uso degli strumenti, siano essi un corpo macchina o proprio un cellulare” ha concluso. 

Angelo Cucchetto, consulente creativo del Trieste PhotoLab: “È un progetto importante, la didattica in fotografia è fatta, in realtà, in una maniera ancora molto tradizionale. I tempi sono mutati e anche questa si deve adattare ai tempi. La fotografia lo sta facendo, la didattica un po’ meno, tnt’è che si basa spesso su schemi vecchi e impostazioni che ormai sono superate: non si può più fare riferimento ad analogico o digitale o, ad esempio, alla reflex come unico strumen to per fare fotografia: al giorno d’oggi si fa fotografia con un sacco di strumenti diversi anche perché si è capito che l’importante non è lo strumento. La didattica nel 2022 deve essere sviluppata con metodi in linea con il nostro tempo e noi abbiamo cercato di farlo”.

Il Trieste PhotoLab è concluso, ma non finiscono le attività, che continueranno con i corsi di fotografia premio offerti ai vincitori dei diversi cicli formativi. A tenere i corsi saranno il fotografo professionista Chinnici e il fotogiornalista Roberto Srelz. 

mb.r

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