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mercoledì, 7 Dicembre 2022

Grande Guerra, viaggio nei cimiteri galiziani. Dove i caduti riposano assieme

di Roberto Todero
21.11.2022 – 11.30 – Camminando nelle valli ai piedi della catena dei monti Carpazi lo sguardo non può non venire attratto da piccoli boschi sulle cime di alcune colline. Proseguendo nel cammino incontreremo un sentiero con l’indicazione della direzione da prendere per raggiungere un cimitero della guerra del ’14 – ’18. Il sentiero va in direzione di quel bosco visto da lontano. Riconosciamo un recinto, un ingresso decorato: siamo giunti alla meta. La tabella posta accanto al cancello spiega quanti siano i caduti qui sepolti e mostra il numero di un catasto, che ci fa capire come siano più di 400 i cimiteri ancora ben mantenuti in questa zona già gestita dall’imperiale e regio comando militare di Cracovia che tramite il suo reparto per le sepolture di guerra suddivise in dieci distretti cimiteriali il territorio della Galizia Occidentale. Entrando veniamo accolti da croci in legno e da piccoli monumenti in pietra con i simboli di diverse religioni che ci fanno capire come i caduti, già nemici, riposino ora assieme, spesso senza distinzione di campi, righe, file. Perché tanti alberi, in un cimitero così fuori mano? Era stato un desiderio degli architetti progettisti di questi siti il fatto che venissero posti in cima alle colline, in maniera che i viandanti potessero vederli anche da lontano ed i caduti potessero riposare e idealmente vedere i luoghi del loro sacrificio. Gli alberi avrebbero dovuto raggiungere il loro rigoglio attorno agli anni ’30, ma dati gli eventi nessuno più se ne curò, ed oggi vediamo giovani piante accanto a fusti secolari. C’è un gran pace, ma si percepisce un senso di lontananza, da dove? Anche da Trieste, dal territorio dell’antico Litorale Austriaco, dal quale decine di migliaia di uomini sono partiti, moltissimi per non più ritornare. Ma i loro nomi li incontriamo laggiù, a quasi 1000 chilometri da casa, nei cimiteri galiziani.

 

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