25.11.2022- 12.30 – Durante la conferenza di venerdì 25 novembre presso il Circolo della Stampa di Trieste, sono state evidenziate attraverso gli interventi della presidente della Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin, Daniela Schifani Corfini Luchetta, del direttore operativo Gabriele Zvech, del tesoriere Gianfranco Depinguente e della coordinatrice del progetto dedicato alle famiglie ucraine, Viktorya Yatsyshyna, le attività portate avanti nell’anno corrente dall’associazione e le criticità riscontrate, legate in prima battuta alle contrazioni non indifferenti delle donazioni.
Nata nel 1994, la Fondazione Lucchetta nel corso della sua lunga storia, ha accolto e curato oltre 800 bambini e bambine e 1203 sono state le persone che hanno potuto usufruire delle sue strutture.
“Siamo arrivati alla fine del 2022 – dichiara la presidente Luchetta – ed è giusto che la Fondazione restituisca a tutte le persone che l’hanno supportata un riscontro di quanto ha potuto fare con le elargizioni ricevute”.
Dalla raccolta di vestiario e di generi di prima necessità con il suo Centro di raccolta Elide (via Valdirivo), per cui è riuscita ad assistere circa 1.500 persone, alla gestione del progetto ’Social Housing’ in Convenzione con l’Ater di Trieste e con l’ASL Triestina e attività sociali nella Microarea di Montebello (quartiere della città), all’accoglienza di minori stranieri affetti da patologie non curabili nei paesi di origine, alla responsabilità di gestione del progetto CAS, frutto di una convenzione con la Prefettura di Trieste, al Premio giornalistico ‘Marco Luchetta’, lo spettro di attività in agenda è notevolmente ampio. Ma tutti gli impegni di cui si è fatta carico, sono resi possibili dal contributo dei cittadini, contributo che non è mai mancato, ma che ultimamente non riesce a compensare i costi.
“La Fondazione è un motivo di orgoglio per la nostra città, è conosciuta e apprezzata per il bene che è riuscita a fare a tante persone. Purtroppo, stiamo attraversando un momento buio, di ansia e incertezza e credo che, proprio per questo, bisogna stringersi e ottimizzare al massimo le nostre risorse ed energie” continua Luchetta.
Finora, negli anni compresi tra il 2014 e il 2021, le chiamate ereditarie hanno permesso di mantenere la Fondazione in equilibrio finanziario. Nel 2022 però, anno atipico per la comunità nel suo complesso, non si è registrato alcun lascito testamentare. Conseguentemente, il presente squilibrio tra costi ed i ricavi, ha costretto ad alcune dolorose rinunce per potercisi meglio concentrare sul core business delle attività. Si è per esempio programmata la vendita di alcuni immobili e si ridotta l’attività del Banco alimentare, la cui gestione è stata delegata ad altre associazioni.
5×1000 (in quanto fondazione Onlus), elargizioni e lasciti testamentari sono le principali risorse che permettono il coordinamento delle maggiori attività, compresa ogni spesa relativa ai viaggi, ai trasferimenti, all’accoglienza e alle cure delle persone bisognose. Quando possibile questi costi sono interamente assunti dalla Fondazione, altrimenti vengono ricavati promuovendo cordate con altre associazioni. Ma l’acuirsi dei fondi elargiti dai cittadini, ha visto la Fondazione Luchetta ridurre le proprie attività, sempre impegnandosi a non arrecare alcune danno alle famiglie assistite. Le spese di gestione, risalenti all’anno 2021, ammontano al costo complessivo di 517.000, un impegno certamente gravoso. Per di più, è importante ricordare che l’associazione non ha ricevuto alcun contributo pubblico stabile.
Con l’augurio che il sostegno pubblico e la solidarietà dei privati continuino a permettere di mantenere lo standard di impegno finora profuso, la presidente della Fondazione, Daniela Luchetta, conclude così la conferenza: “Vogliamo continuare ad accogliere e a ridare speranza a chi, spesso, non ne ha più e abbiamo più che mai bisogno di voi, di tutti quelli che hanno dimostrato di apprezzarci e che sono stati al nostro fianco in questi anni, combattendo con noi delle vere e proprie battaglie per curare bambini e bambine, portare in salvo persone altrimenti perse, supportare nuclei familiari in sofferenza anche del nostro territorio e, ahimè, far quadrare i conti! Grazie a tutti quelli che ci aiuteranno a continuare il nostro lavoro”.
[m.g]


