04.11.2022 – 14.19 – L’avvio ufficiale dei lavori per il ‘grande attrattore’ di Trieste, il Museo del Mare, ha permesso di conoscere nuovi dettagli urbanistici e architettonici non solo su quanto si intende costruire nel Magazzino 26, ma sull’assetto generale dell’estremità settentrionale del Porto Vecchio, dal polo congressuale in poi.
Il cantiere per il Museo del Mare interesserà infatti non solo gli interni dell’edificio, quanto l’area circostante nel suo complesso, espandendosi sino alla strada circostante, per altro principale asse viario del Porto Vecchio.
La funzione del Museo del Mare sarà infatti di connettere idealmente il reticolo museale-congressuale-scientifico della zona, creando nello spiazzo antistante una ‘piazza pubblica‘ con dignità a sé stante.
Il primo elemento ‘connettivo’ sarà costituito dalla pavimentazione, realizzata riutilizzando le antiche lastre di arenaria attualmente accatastate dinanzi al Magazzino 26, 125 e 21 e in altri depositi comunali. Il riferimento è a quegli iconici masegni che adornano tutt’oggi altre aree di Trieste, come il Ponterosso; e la cui sopravvivenza era spesso oggetto di preoccupazione per le associazioni cittadine. Masegni, occorre inoltre rimarcare, che un tempo pavimentavano proprio il Porto Vecchio, tra fine ottocento e inizio novecento.
Per quanto invece concerne i binari storici “si prevede il loro mantenimento, all’interno degli spazi pedonali e delle aree attrezzate a verde, tenuto conto delle esigenze connesse alla realizzazione dei sottoservizi a rete nell’area”.
Il fronte ‘interno’ del Magazzino 26 manterrà una strada carrabile e una viabilità per le emergenze, ma sotto ogni altro aspetto sarà un’area pedonabile. Sono previsti rispettivamente due tipologie di panchine, in legno e in metallo, artisticamente in sintonia col Museo del Mare; e un filare di alberi parallelo all’hangar portuale. I pali dei lampioni, è stato rassicurato, verranno posizionati tra gli alberi e realizzati con uno stile ‘finto antico’, per adeguarsi all’insieme.
Il Museo del Mare, negli spazi esterni, avrà tre rampe/scalinate, rispettivamente in corrispondenza dell’avancorpo centrale, sul fronte e sul retro lato stazione. Il Magazzino 26 è infatti una struttura particolare, avendo un pianoterra che tanto a terra non è, essendo un piano rialzato. La segnaletica prevede inoltre una ‘scritta-totem’ metallica, di grandi dimensioni, nella direzione del polo congressuale.
L’intervento nei confronti del Magazzino 26 non prevede invece significativi cambiamenti; l’elemento di maggiore peso rimane la realizzazione di un nuovo volume di due livelli al di sopra della copertura dell’avancorpo centrale. Il primo di questi livelli, con rivestimento opaco, è destinato ad ospitare il ristorante e presenta un impianto a croce inserito all’interno dello spazio definito dalle quattro torrette angolari dell’edificio, di cui ne rispetta l’altezza complessiva e le caratteristiche architettoniche.
Il secondo livello del nuovo corpo aggiunto, del tutto trasparente rispetto all’inferiore, è stato largamente ridimensionato dietro richiesta della Soprintendenza. Si tratta di un volume tecnico contenente lo spazio indispensabile per ospitare le scale e gli ascensori per il pubblico a riparo dagli agenti atmosferici, avente l’uso esclusivo di accesso alle terrazze panoramiche, appositamente introdotte al di sopra del ristorante con funzione di belvedere e vista a 360 gradi sul paesaggio triestino. È questo il cosiddetto ‘Mirador‘, fonte di tante polemiche.
L’intervento costruttivo sugli spazi interni dell’edificio si limita alla sola aggiunta di pareti divisorie in corrispondenza dei corridoi trasversali esistenti agli estremi del manufatto storico, ossia quello in prossimità dell’avancorpo centrale e quello in corrispondenza della testata sud. La volontà è quella di mantenere il più possibile inalterato il carattere spaziale originale delle grandi sale del Magazzino 26, prevedendo e organizzando tutti i servizi in corrispondenza dei nuovi collegamenti verticali, ovvero le scale e gli ascensori-montacarichi. Le nuove addizioni sul fronte rivolto verso le sale saranno riconoscibili rispetto al resto delle superfici murarie esistenti e verranno caratterizzate per mezzo di nuovi rivestimenti in cemento UHPC stampato con motivi decorativi su disegno aventi come tema il mare. Tutte le altre partizioni, sia nell’avancorpo centrale che nella testata sud, saranno realizzate con pareti vetrate, ossia divisori trasparenti che minimizzano l’impatto visivo garantendo permeabilità visiva e spaziale tra gli ambienti.
[z.s.]



