01.11.2022 – 10.00 – Secondo una minuziosa analisi eseguita da “Altro Consumo” gli italiani negli ultimi tre mesi hanno visto crescere i prezzi dell’energia elettrica in regime di tutela del +59 per cento rispetto a quanto ricevuto nei mesi precedenti. Un dato che sta da settimane facendo preoccupare i cittadini e le istituzioni non solo per il presente ma anche per il futuro più prossimo. Se le speculazioni originatesi in seguito allo scoppio della guerra russo-ucraina dovessero perdurare anche nel 2023 infatti, potremmo arrivare a pagare le bollette per luce e gas ben oltre il doppio rispetto allo scorso anno, per un totale di oltre 4.500 euro. Attualmente, a causa del caro energia, quasi 5 milioni di italiani stanno saltando il pagamento di una o più bollette. Quest’ultimo dato è emerso dall’indagine commissionata dal sito Facile.it agli istituti “mUp Research” e “Norstat”, dalla quale è altresì emerso che oltre 3 milioni di nostri connazionali si potrebbero ritrovare in estrema difficoltà se i prezzi dovessero aumentare ulteriormente.
La situazione di emergenza in cui versa la popolazione italiana in questi mesi è resa evidente anche da un altro segnale, ossia che quasi 2 persone su 3 (il 62 per cento degli intervistati) ha dichiarato di non aver mai evaso il pagamento delle bollette fino ad oggi. Sempre secondo la medesima indagine, il fenomeno degli evasori per necessità sembrerebbe aver colpito prevalentemente il Centro Italia (l’11,5 per cento degli intervistati) e il Meridione (11,2% degli intervistati), aree nelle quali si trovano le Regioni con il maggior numero di casi di morosità.
Molti cittadini, poi, per fronteggiare al meglio la crisi hanno deciso di intraprendere per la prima volta la strada dei pagamenti rateizzati con il fine di aiutare il proprio portafogli a gestire meglio i rincari. Dal primo ottobre 2022, infatti, è possibile procedere al pagamento delle bollette in maniera mensile invece che bimestrale, una possibilità suggerita da ARERA e promossa dal Governo per permettere sia ai clienti del mercato libero che a quelli del tutelato di dilazionare i pagamenti con il vantaggio che all’importo rateizzato non vengono applicati gli interessi. Va sottolineato che a subire i contraccolpi della crisi energetica non sono soltanto privati cittadini ma anche aziende, enti ed istituzioni. Per tenere testa ai rincari, il Ministero della Transizione Ecologica ha pubblicato un piano finalizzato al risparmio di gas per i mesi invernali a cavallo tra la fine del corrente anno e l’inizio del prossimo. Esso prevede una riduzione dei consumi di gas di 5,3 miliardi di smc entro il 31 marzo 2023 rispetto allo stesso periodo nell’anno precedente.
L’ottenimento di questo risparmio di gas è legato alla messa in atto di misure come la massimizzazione della produzione termoelettrica con combustibili differenti dal gas (carbone, oli combustibili e bioliquidi) e misure di contenimento del riscaldamento invernale. A questa riduzione di consumi potrà essere aggiunto un ulteriore risparmio stimato in 2,9 miliardi di smc derivante da misure comportamentali a costo zero (riduzione degli sprechi energetici domestici) e misure comportamentali con investimento iniziale (ad esempio l’acquisto di elettrodomestici di ultima generazione, fornelli ad induzione e adozione di pannelli solari), arrivando così a una riduzione complessiva di 8,2 miliardi di smc sui consumi di gas naturale per il periodo sopraindicato.
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