Wärtsilä, riprende il dialogo. Il guanto di sfida dei sindacati

26.10.2022 – 13.11 – Un colpo al cerchio e uno alla botte. E senza neppure un cenno di ripensamento. Dopo la condanna per condotta antisindacale Wärtsilä presenta finalmente l’informativa che il gruppo avrebbe dovuto consegnare ben prima di quel fatidico 14 luglio: la scarna proposta di Cafagna è quella far ripartire la linea d’assemblaggio del polo di San Dorligo della Valle, per qualche mese. Non vengono forniti ulteriori dettagli dall’ad di Wärtsilä Italia ma il tempo guadagnato servirà per continuare il confronto. Anche perché, come deciso dal Tribunale del lavoro, si sta ripartendo da zero.
L’insoddisfazione dei sindacati è totale. C’è bisogno di approfondire, discutere. Magari spostandosi proprio a Roma, in un ministero nuovo di pacca: quello di Adolfo Urso, quello delle imprese e del made in Italy. E in quel contesto si potranno finalmente analizzare le scelte del gruppo finlandese a guida svedese che, comunque, lascia Trieste sedotta e abbandonata per Vaasa. Per i sindacati si tratta certamente di una scelta “politica”. Durante l’informativa l’azienda ha ripercorso lo sviluppo industriale degli ultimi 20 anni della produzione, evidenziando che il mercato di riferimento di Wärtsilä continuerà ad alimentare la domanda di motori anche con caratteristiche diverse: più piccoli, più efficienti, più potenti e più flessibili nel poter essere alimentati da diverse tipologie di combustibile.

Wärtsilä ha poi evidenziato la riduzione dei volumi nel mercato della motoristica per effetto della pandemia e della guerra in corso tra Ucraina e Russia, oltre all’assenza di clienti propri di Wartsila Italia, nei fatti
esecutrice di attività e commesse ordinate alla stessa da Wärtsilä Finland.

Tra le altre cose, il calo è descritto dall’azienda nel “Wärtsilä’s Interim Report January–September 2022”, che prevede una domanda più debole e condizioni di mercato che rendono incerte le prospettive future. Lo conferma lo stesso Hakan Agnevall, CEO di Wärtsilä. “Prevediamo che il contesto della domanda nel quarto trimestre sarà più debole di quello del corrispondente periodo dell’anno precedente”. La nota, poche righe sotto, prosegue spiegando come l’acquisizione di ordini nell’ultimo trimestre del 2021 sia stata, però, ai massimi storici. Con o senza Trieste, “stiamo attuando la nostra strategia” aggiunge Agnevall, per fare di Wärtsilä “un’azienda più forte e migliore”.

Il coordinamento nazionale di Fim, Fiom e Uilm ha perciò lanciato il guanto di sfida: “Nel respingere qualsiasi ipotesi di dismissione della produzione di motori”, le sigle rivendicano “la continuità produttiva del sito triestino e l’immissione immediata in produzione di nuove commesse di lavoro, dichiarandosi disponibile a proseguire il confronto sul futuro industriale, produttivo e occupazionale del gruppo anche per approfondire l’informativa prevista dal Ccnl e dall’integrativo”.
La vertenza quindi continua, per difendere la produzione, l’occupazione, il know how di operai, tecnici e impiegati nei siti di Trieste, Napoli e Genova.

Il commento del presidente Fedriga
“Riattivare con urgenza il tavolo ministeriale sulla situazione in cui versa lo stabilimento di Bagnoli della Rosandra per avviare una discussione seria e rispettosa delle reciproche prerogative che abbia ad oggetto la continuità produttiva e occupazionale dello stabilimento giuliano”.

Questa la richiesta che il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha trasmetto al ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso sottolineando l’urgenza della convocazione.

Una questione che per il governatore è prioritaria tanto che “con questo primo atto al ministro – ha spiegato Fedriga – intendiamo con forza focalizzare l’attenzione su uno dei primi problemi da affrontare per il nostro territorio su cui è quanto mai necessario adottare una visione complessiva anche rispetto allo sviluppo economico che non può più trascendere anche dall’assunzione di scelte determinanti fra cui la rivisitazione della legislazione sul settore industriale. La battaglia per la difesa dello stabilimento della Wartsila rientra in una visione di filiera strategica che deve essere portata al di là dei confini del territorio di Trieste”.

“L’obiettivo – ha aggiunto Fedriga – è di riattivare il tavolo ministeriale per avviare quel confronto responsabile che fino ad oggi non è avvenuto stante la convinzione dell’azienda di applicare correttamente la legge e che null’altro fosse dovuto in termini di confronto istituzionale e sociale nonostante il pronunciamento del giudice del Lavoro del tribunale di Trieste che ha invece accertato la condotta antisindacale dell’azienda”.

mb.r

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