27.10.2022 – 07.01 – Nuove polemiche agitavano, negli scorsi giorni, il Friuli Venezia Giulia. Si discuteva infatti, nell’ambito delle spese per la sanità, sulla necessità di un secondo elicottero a fini sanitari (tecnicamente una eliambulanza). Il primo elicottero è stato un mezzo protagonista di tanti episodi di cronaca a Trieste e nel FVG; ricordiamo, tra i tanti soccorsi, il trasporto di Federico Cerne e Rita Giancristofaro a seguito del crollo del viadotto Morandi di Genova.
Il vicegovernatore con delega alla salute Riccardo Riccardi ha risposto a un’interrogazione del consiglio regionale snocciolando le cifre delle attività dell’elicottero. L’eliambulanza ha eseguito una media di 900 missioni all’anno, quasi raddoppiando il numero minimo richiesto dalle indicazioni nazionali, cioè 500/600. Nel 2021 la disponibilità di un singolo elicottero ha impedito un pronto intervento per 65 richieste di soccorso; e per altre 200 altre richieste di aiuto l’elicottero era già impegnato con un’altra missione.
La nuova eliambulanza invece dovrebbe garantire un’operatività piena, 24 ore su 24, con un aumento di 730 ore annue.
“Le attività assegnate al secondo elicottero sono numerose, fondamentali e già immediatamente effettuabili – ha puntualizzato Riccardi – trasferimenti secondari, copertura totale dei fermi tecnici con aumento di 730 ore annue di assistenza, esercitazioni obbligatorie del personale sanitario, supporto all’attività di trapianto, recupero di persone da zone impervie quando non possibile con altri mezzi, recupero di salme quando non possibile con altri mezzi, copertura in tempo reale di eventuali situazioni di guasto tecnico, supporto alla Protezione civile per affrontare situazioni di emergenza, ad esempio l’incendio sul Carso e la ricerca di dispersi, attività di ricognizione per identificazione e censimento di siti di atterraggio per soccorso sanitario”.
[z.s.]


