10.10.2022 – 07.01 – I pesanti investimenti operati dall’UE a favore del trasporto ferroviario, raccolti a propria volta dagli interlocutori dell’area mitteleuropea, iniziano a dare i propri frutti nell’Europa centrale, Trieste compresa: la società Alpe Adria, con sede nel porto di Trieste, ha infatti comunicato risultati e ambizioni future della compagnia. I numeri sono alti, con una crescita di treni e convogli limitata soltanto dalla saturazione delle linee: i TeU movimentati sono infatti saliti del +80%, i treni del +40%, il fatturato previsionale del +49%.
Guardando alle specifiche aree geografiche, Alpe Adria ha registrato incrementi a confronto col 2021 da/per l’Austria (+5% ), da/per l’Ungheria (+10%) e da/per la Repubblica Ceca (+9%). In linea coi recenti investimenti e con la proposta del progetto Adria Port, gli ungheresi sembrano acquistare un ruolo nuovo all’interno dello scalo giuliano.
Il successo di Alpe Adria è dunque di grande importanza per lo stesso porto di Trieste e per la Regione Friuli Venezia Giulia, considerando come la società sia partecipata in maniera paritaria (3 quote da 33,3%) dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, dalla Regione Friuli Venezia Giulia attraverso la finanziaria Friulia e dal Gruppo Ferrovie dello Stato tramite Mercitalia Rail.
“È noto che il porto di Trieste è oggi all’ottavo posto in Europa, per milioni di tonnellate di merci movimentate – ha dichiarato il CEO Antonio Gurrieri – e primo porto in Italia per treni intermodali operati, che potrà contare, con il potenziamento dell’infrastruttura ferroviaria programmato dagli investimenti in corso, su una potenziale capacità ferroviaria di 25.000 treni/anno entro il 2026″.
“Anche alla luce della nostra attenzione per le esigenze della transizione ecologica, ma
soprattutto grazie alla sua apertura all’innovazione in campo tecnologico e alla costante e continua ricerca di nuovi mercati – ha soggiunto Gurrieri – il ruolo di Alpe Adria è quello di booster dell’intermodalità dal sistema logistico regionale e italiano verso l’Europa”.
Tra i progetti di crescita di Alpe Adria, accanto ai già summenzionati legami con la Lituania, occorre sottolineare il corridoio ‘dei Due Mari‘ volto a sviluppare un sistema integrato sul corridoio Est-Ovest, specificatamente Cervignano-Padova-Milano-Alessandria e sulle linee portuali di Genova e Trieste.
Nonostante la Brexit continui a risultare problematica a livello doganale, anche Alpe Adria ha in progetto un corridoio UK, volto a sviluppare le connessioni intermodali tra il porto di Trieste ed il Regno Unito. Il progetto sfrutterà l’attuale connessione ferroviaria Trieste-Bettembourg, che potrà contare su un’ulteriore connessione con il porto di Zeebrugge, consentendo così il raggiungimento del mercato britannico via nave. I soggetti promotori saranno Alpe Adria, CFL Multimodal e Mercitalia Rail.
A breve, infatti, Alpe Adria svilupperà il proprio network intermodale su tre direttrici: Trieste-Cervignano, Trieste-Duisburg e Trieste-Belgrado. Nell’ambito delle strategie espansive della società a livello di mercati, Alpe Adria è presente insieme con l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, a Budapest e a Bruxelles con due uffici di liasion; mentre, entro la fine del 2022, la società costituirà una Newco a Monaco di Baviera, in Germania.
“Alpe Adria guarda al futuro con fiducia – ha concluso il CEO – puntando ad avere un ruolo innovativo e una presenza attiva nelle aree geografiche di interesse strategico, a
implementare modelli di business collaborativi per favorire l’accesso neutrale e sostenibile a servizi di corridoio multimodali complessi e a posizionarsi nella catena logistica anche attraverso un ruolo di facilitazione e possibile partecipazione in società di gestione di terminal portuali e intermodali”.
[z.s.]


