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domenica, 25 Settembre 2022

Problema immigrazione a Trieste? ‘Solidarietà e legalità possono coesistere’

22.09.2022 – 07:00 – È continuato senza sosta per tutta l’estate, sul Carso triestino, il rintraccio di migranti provenienti dalla cosiddetta rotta balcanica; l’ultimo per ordine di tempo a essere salito agli onori della cronaca è avvenuto il 20 settembre scorso lungo la via nell’area situata tra il confine del Comune di Trieste e quello di San Dorligo della Valle, dove la Polizia di Stato ha fermato un’ottantina di persone. Episodio che ha nuovamente posto l’accento, ancora una volta, su quanto ci sia da lavorare per arginare questa problematica di natura internazionale la quale, oggigiorno, non è più un fenomeno temporaneo o stagionale come lo fu venti o trent’anni or sono, ma è diventata una questione all’ordine del giorno che non può essere bloccata in alcun modo ma solo affrontata nel migliore dei modi dalle istituzioni, sia nazionali che locali.

“Sull’immigrazione – ha dichiarato l’assessore alla sicurezza del Comune di Trieste, Maurizio De Blasio – ci sono diverse sensibilità e diverse visioni. Io credo sia ormai chiaro che la questione vada affrontata ragionando sui numeri e auspico che tutti si rendano conto che ormai il problema è numerico e non etnico o religioso. Penso che l’attuale situazione sia conseguenza delle politiche su immigrazione e accoglienza degli ultimi dieci anni le quali, non avendo posto limiti, hanno inevitabilmente comportato un aumento sia dei casi di microcriminalità, sia delle situazioni di degrado urbano”.  Tra le più diffuse segnalazioni che ogni giorno giungono presso il centralino delle Forze dell’Ordine e della Polizia Locale della città di Trieste, infatti, ci sono anche quelle dei cittadini che vogliono denunciare bivacchi, assembramenti di persone in stato di alterazione alcolica, conseguenti risse ed episodi di violenza; una serie di segnalazioni e relativi accadimenti che negli ultimi anni hanno registrato una vera e propria escalation nel capoluogo giuliano e non solo. “Questo era prevedibile – ha asserito De Blasio – in quanto non vi era e non vi è tutt’ora la possibilità di assorbire questo gran numero di persone che provengono dall’Africa via mare e attraverso la rotta balcanica via terra. Le conseguenze sono davanti agli occhi di tutti. Ricevo molto spesso questo tipo di segnalazioni da parte della cittadinanza. E si tratta di situazioni che purtroppo alimentano pregiudizi nei confronti dello “straniero” in generale”. Per far fronte a questi episodi, ha spiegato l’Assessore, “l’Amministrazione Comunale lavora quotidianamente e ha messo a disposizione spazi, strutture e personale qualificato, ma i numeri sono tali per cui ogni azione rischia di essere vanificata. Ecco perché è importante agire sui flussi. Solo in questo modo sarà possibile risolvere determinati problemi e contemporaneamente aiutare chi ne ha veramente bisogno”.

Tra le aree cittadine maggiormente interessate da tali problematiche ci sono sicuramente quelle periferiche che collegano l’Altipiano Carsico alla periferia cittadina anche se va sottolineato che in quest’ultime il flusso di migranti, seppur quotidiano, è solo passeggero in quanto col passare delle ore si spostano verso il centro.  “Una dei punti della città in cui è possibile misurare il fenomeno è certamente l’area di Piazza della Libertà, noto luogo di ritrovo ma ve ne sono altri”.

Rispetto a un tempo, quando la città di Trieste era solo un luogo di passaggio, oggi i migranti si fermano più di prima. A questo si aggiungono gli sbarchi nel sud Italia i quali, grazie alla politica della cosiddetta “accoglienza diffusa”, saturano in modo omogeneo i luoghi d’accoglienza a livello nazionale. Di conseguenza, poi, chi arriva a Trieste, non potendo andare da nessun’altra parte vi si stabilizza. “In Piazza Libertà – ha sottolineato l’assessore De Blasio – abbiamo ritenuto opportuno agire congiuntamente con le altre autorità e forze di polizia in quanto è una zona che richiede particolare controllo e attenzione e che alcuni cittadini dichiarano di evitare soprattutto in alcuni orari. La Polizia Locale sta collaborando con Polizia di Stato e Carabinieri per evitare che la situazione possa degenerare dando luogo a fenomeni già visti in altre realtà simili. Penso a risse, e più in generale ad atti violenti o di vera e propria illegalità. Ecco perché ritengo importanti presidi e controlli da parte delle Forze dell’Ordine”. Con l’intensificarsi dei controlli avvenuto nel corso del mese di luglio, la sicurezza dell’area, vista la maggiore presenza delle Forze dell’Ordine, talvolta supportata dal personale dell’Esercito, è sicuramente aumentata. Diversi sono infatti gli individui che quotidianamente vengono pizzicati con droga e armi bianche in tasca. Ad ogni modo, la presenza dei richiedenti asilo continua a essere la stessa, se non addirittura maggiore, complice la bella stagione. Aspetto quest’ultimo che ha destato grande preoccupazione negli ambienti delle Forze di Polizia e delle istituzioni locali. Meno tra gli ambienti capitolini. “Al momento – ha precisato De Blasio – è difficile per me stabilire se quanto messo in atto ha effettivamente contribuito al miglioramento della situazione. La risposta non può che arrivare dalla cittadinanza. Comunque sia, rimane molto da fare. E l’obbiettivo resta quello di assicurare alla città ogni sua porzione di territorio, Credo si possa garantire la dignità di chi giunge in Italia, senza per questo dover rinunciare alle nostre regole, ai nostri principi, e ai nostri modelli di comportamento”. All’inizio dell’estate, il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, vista l’impossibilità di poter sgomberare la grande piazza alberata dinanzi alla Stazione Ferroviaria, vero e proprio biglietto da visita per tutti i turisti che giungono nel capoluogo giuliano tanto con il treno quanto con l’automobile, aveva ventilato la proposta di recintare Piazza della Libertà con inferriate e cancelli, un po’ come accaduto in passato con Piazza Hortis dove, così facendo, si era risolta l’annosa questione dei vandali. Ad ogni modo, tale accorgimento, non sembra riscontrare il totale gradimento dell’assessorato alla sicurezza triestino. “Se la situazione non dovesse migliorare, non resterà altra soluzione, ma chiudere la Piazza Libertà – ha commentato l’Assessore De Blasio – è un’extrema ratio. Io credo che il mio mandato mi imponga di lavorare affinché la cittadinanza possa fruire della piazza senza limitazioni o paura. Vi sono poi altre soluzioni intermedie come, ad esempio, proteggere le aree verdi per impedire bivacchi e situazioni di degrado; accorgimenti che l’Amministrazione valuterà nell’interesse dei Triestini”.

Fortunatamente, come ricordato dall’assessore alla sicurezza, rispetto ad altre medio-grandi città italiane “a Trieste non c’è un fenomeno preoccupante di senzatetto ma, rispetto agli scorsi anni, gli episodi sono più numerosi e la cittadinanza li percepisce comprensibilmente come un problema di sicurezza e di assenza di decoro”. Purtroppo, “anche in questo caso bisogna lavorare su diversi ambiti – ha ricordato l’assessore – da quello della sicurezza, a quello sanitario, passando per le politiche sociali e talvolta interessando anche i lavori pubblici. Non trascuriamo alcuna segnalazione, ma alcune situazioni sono facilmente risolvibili, mentre altre richiedono un’azione più complessa, e tempi più lunghi. L’aumento dei casi è sicuramente legato al fenomeno immigrazione ma dipende anche da altri fattori: gravi problemi economici, patologie e, infine, anche scelte consapevoli. In quest’ultimo caso, l’intervento diventa ancora più difficile”.

Ciò che accende più che mai il dibattito sull’immigrazione tra le forze di destra e di sinistra è certamente il tema del mescolamento delle culture nazionali; aspetto che, volente o nolente sta trasformando socialmente l’Europa amalgamando valori, gusti e stili di vita molto diversi tra loro, talvolta con successo, in altri casi meno. Un po’ come successo negli Stati Uniti d’America circa duecento anni fa. “Obiettivo di un amministratore è quello di assicurare la pacifica convivenza, ma la situazione attuale – ha osservato De Blasio – proprio a causa delle politiche attuate finora ci pone spesso davanti ad una certa prepotenza di chi cerca di imporre, qui da noi, modelli culturali e di comportamento – dai quali dovrebbe fuggire, secondo la narrazione – che inevitabilmente entrano in conflitto con il resto della società. E contemporaneamente ci costringe ad affrontare un razzismo straniero, anche tra immigrati stessi; razzismo, altrettanto fastidioso di quelle nostrano, che però si tende a trascurare, sottovalutare e, in certi casi, giustificare. E questo ci riporta alla questione sollevata inizialmente sulla consistenza dei flussi. Vi sono persone che cercano lavoro, o semplicemente altri modelli di vita o di società, che non possono essere aiutate in quanto i numeri non lo consentono”. Su come fronteggiare questa difficoltà, l’assessore alla sicurezza non ha dubbi; “E’ chiaro che nessuno ha la ricetta in tasca per risolvere un problema così complesso ma è evidente che servano, a livello nazionale ed internazionale, politiche differenti, poiché non siamo più davanti ad un fenomeno straordinario bensì ordinario. Occorrono dunque provvedimenti in grado di regolare e gestire questi flussi immigratori senza necessariamente subirli. Ora, io credo, li stiamo invece subendo in funzione di un’ideologia il cui fondamento pare essere la solidarietà ma che porta con sé progetti politici ben precisi e interessi economici altrettanto chiari”. “C’è bisogno di una diversa vigilanza dei confini; occorrono accordi chiari con i paesi partner, quelli confinanti o che si affacciano sul nostro stesso mare. In sostanza, una politica estera differente, che tenga conto a livello europeo delle diverse esigenze nazionali” – ha spiegato ancora l’assessore.

Che l’immigrazione irregolare sia per molte associazioni e imprenditori italiani (e non solo) un vero e proprio pretesto per fare del business grazie ai finanziamenti e agli sgravi fiscali che i governi concedono loro in buona fede per supportare economicamente e socialmente gli immigrati ormai è storia nota. Pertanto, nel settore dell’accoglienza, la scoperta di frodi milionarie ai danni dello Stato è all’ordine del giorno per le Procure Provinciali. “Purtroppo, quando si richiede una diversa gestione dei flussi in nome dell’interesse nazionale – ha asserito De Blasio – si corre il rischio di essere fraintesi, di passare per razzisti, xenofobi, anti-europei. In realtà, si tratta semplicemente di lavorare per la collettività che ti ha conferito un mandato preciso: la sicurezza e la salute degli Italiani. La sfida consiste nel saper conciliare le diverse esigenze e dimostrare che non c’è incompatibilità tra interesse nazionale, solidarietà e collaborazione internazionale”. “Non ho elementi per dire chi e quanto guadagni con l’immigrazione ma il timore è che sia diventato un vero e proprio affare per molti, così come la manodopera a basso costo. E credo sia legittimo pensare che vi possa essere chi intenda sfruttare l’immigrazione per creare un diverso modello di società in cui sia possibile omologare il consumo e creare dei mercati di comodo per determinati settori. Sono convinto dunque che contrastare queste speculazioni sia nell’interesse di tutti” – ha aggiunto. E ha concluso De Blasio: “Non ho alcuna difficoltà a riconoscere l’onestà e la preparazione dei tanti che lavorano nell’accoglienza, da volontari o professionisti, per i quali non viene mai meno il rispetto. Ritengo tuttavia che sia ormai chiaro che l’Italia non può sostenere sul proprio territorio il peso di un fenomeno di tali proporzioni”.

[g.t.]

 

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