Nucleare: Ansaldo Energia coinvolta per il raddoppio della centrale di Krško

12.09.2022 – 09.33 – L’industria siderurgica italiana potrebbe svolgere un ruolo chiave nella costruzione del secondo reattore della centrale nucleare di Krško in Slovenia con la possibilità di siglare contratti pluriennali per un terzo dell’energia nucleare ivi prodotta.
La Slovenia progetta infatti da diversi anni il raddoppio del reattore della centrale nucleare di Krško, elemento chiave della politica energetica del piccolo paese, considerando come fornisca oltre 1/4 dell’intero consumo di energia elettrica degli sloveni. La vecchia centrale, aggiornata negli anni, specie sul fronte antisismico, con nuove soluzioni per garantire l’integrità della struttura e impedire il rilascio di materiale radioattivo nel caso di un terremoto, rimarrà in funzione sino al 2043; e parallelamente si prevede la costruzione di un secondo reattore, per il quale è probabile il coinvolgimento della Westinghouse americana. La centrale gode di un appoggio trasversale dalla politica slovena e negli ultimi sta permettendo la dismissione della centrale a carbone di Šoštanj.
La novità di un coinvolgimento italiana è giunta dai giornali, in primis Il Piccolo, guadagnando un notevole riscontro dal mondo politico. Sembra esserci infatti il progetto di creare una newco, nella quale l’industria siderurgica italiana avrebbe un ruolo rilevante, pari a un terzo delle partecipazioni. Il nome che circola è quello di Ansaldo Nucleare, controllata di Ansaldo Energia, già in passato coinvolta per simili operazioni. La decarbonizzazione prevede alti consumi di elettricità che non sembrano realizzabili con le sole energie rinnovabili per le industrie italiane, specie pesanti; da qui l’ipotesi dei contratti coi “vicini” nucleari.

L’assessore regionale all’Ambiente del Friuli Venezia Giulia Fabio Scoccimarro, commentando la notizia, ha aperto sul “nucleare pulito di ultima generazione, magari le minicentrali da 300 MW in fase di collaudo nel mondo”, ma ha bocciato l’impianto sloveno, definendolo “una centrale posta su una falda sismica a medio alto rischio e la cui tecnologia è già obsoleta”. Secondo l’assessore “vanno studiate soluzioni a medio-lungo termine che di certo non possono essere la vecchia centrale Krško 2 o la deregulation di navi gasiere su cui si può comunque discutere”.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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