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lunedì, 3 Ottobre 2022

Wärtsilä, sì alla Finlandia nella Nato. Su crisi Governo in prima linea

03.08.2022 – 11.21 – Due situazioni distinte, che nell’insieme dimostrano l’impegno delle istituzioni nazionali nel merito della crisi Wärtsilä. Da un lato il parere favorevole del Governo all’ordine del giorno sulla vertenza dell’industria di San Dorligo; dall’altro la ratifica del Parlamento dell’adesione della Finlandia alla Nato. L’odg, a firma della presidente dem alla Camera Debora Serracchiani impegna l’esecutivo a “valutare l’opportunità di individuare ogni iniziativa idonea a garantire la continuità produttiva dell’impresa Wärtsilä”, ha detto, senza dimenticare la tutela dei quasi 500 lavoratori del polo giuliano. A chiedere l’impegno del Governo anche i deputati della Lega Aurelia Bubisutti, Massimiliano Panizzut e Daniele Moschioni. “Wärtsilä ha dichiarato di voler cessare l’attività produttiva di motori navali nel sito triestino, lasciando così senza lavoro 450 dipendenti diretti oltre a quelli dell’indotto”.
Positiva la risposta dell’onorevole Sabrina De Carlo: “Il Governo si è impegnato a individuare ogni iniziativa idonea a garantire la continuità produttiva dell’impresa Wartsila e tutelarne i lavoratori coinvolti, in considerazione della strategicità del settore”. “Mi aspetto che il Governo intervenga anche mediante gli strumenti normativi ritenuti necessari per il recupero delle sostanze pubbliche erogate che ammontano a circa 90 milioni” prosegue l’onorevole; una ulteriore richiesta di fondi è attualmente in corso da parte di Wärtsilä, a fronte di una smentita riguardo qualunque dismissione e assicurando un rinnovato interesse nel sito.

I membri del carroccio hanno fatto emergere il tema della corporate responsability, richiamata a più riprese nei giorni di confronto con il mise. Dopo l’annuncio dell’azienda di voler cessare la produzione, la questione si era subito spostata sul piano nazionale; e non solo dal punto di vista politico. È difatti prevista per domani la mobilitazione lanciata dalle sigle, che coinvolgerà anche le altre sedi nazionali di Wärtsilä Italia. Uno sciopero generale con presidio di otto ore, appoggiato anche dal Partito della Rifondazione Comunista, che non risparmia una critica a Roma: “Lo Stato italiano, così pronto a elargire denaro ad aziende prontissime poi ad andare altrove, deve invece pretendere il mantenimento dei posti di lavoro e lo sviluppo dei siti industriali, nel rispetto dell’ambiente e della salute” dei lavoratori. Ma la strizza che Wärtsilä ha fatto prendere alla regione non passa. “La lista dei cosiddetti esuberi è lunga e lo smantellamento degli impianti industriali di Trieste fa paura”, aggiungono dal PRC annunciando presenza e appoggio per il presidio di domani.

Intanto, il Comitato di lotta WIT (FIM-FIOM-UILM) mantiene alta l’attenzione della città e delle istituzioni sul problema degli esuberi e della re-industrializzazione del sito. In programma anche un flashmob che chiama a raccolta famiglie e lavoratori, invitati domani a indossare cappellini e elmetti WIT. Il ritrovo è previsto per le  9 di domani in piazza della Borsa, a Trieste. Sciopereranno anche i dipendenti delle basi di Genova (assieme a tutto il settore delle riparazioni navali), Napoli e Taranto. Notizia importante è che anche i dipendenti di Wartsila APSS sciopereranno nelle sedi di Diano d’Alba e Genova.

mb.r

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