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lunedì, 3 Ottobre 2022

Onlife: la vita che diventa (nuova) vita

17.08.2022 – 11.00 – Onlife, un termine che suggerisce fin da subito il suo significato e che la Treccani definisce come: “Cosa significa essere umani nell’era digitale? La domanda non è così scontata, se a un gruppo di ricercatori guidati da Luciano Floridi (il padre della filosofia dell’informazione), sono occorse più di duecento pagine per metterla a fuoco. È l’Onlife Manifesto, disponibile liberamente in copyleft presso il sito di Springer: una serie di tesi sul modo in cui la tecnologia delle comunicazioni ha cambiato la nostra vita. Alla base sta appunto il riconoscimento dell’esperienza onlife – online e vita – dove dicotomie scontate come quelle fra reale e digitale o umano e macchina non sono più sostenibili in maniera nitida. Partendo da questa intuizione, il volume si interroga su argomenti attualissimi come la disponibilità sempre maggiore di informazioni (e tutto quello che ne viene in termini di gestione, occultamento, diritto alla privacy…), la responsabilità sempre più ‘liquida’ e divisa fra strumenti e persone (come si distribuisce la colpa nel caso di un’uccisione tramite drone?), le possibilità della partecipazione politica via piattaforme digitali, eccetera. (Giorgio Fontana, Sole 24 Ore.com, 25 febbraio 2015, Cultura)”.

Un abbraccio inscindibile, quello tra vita analogica e vita digitale che, nel 2022, possiamo semplicemente condensare in ‘vita’. Ma particolarmente rilevante è la visione di una responsabilità ‘liquida’: ma in questo fluire, le regole della vita mutano? Si tratta di una questione molto accesa e che riguarda, tra i vari settori, anche la ‘responsabilità’, che si pone al centro del dibattito giuridico, giudiziario e legale; tematica che non ha ancora trovato una risposta univoca. Non è un caso che, proprio per questo motivo, nell’applicazione delle intelligenze artificiali siano presenti ancora molti impasse che non permettono un utilizzo dell’IA al massimo potenziale: uno degli esempi più interessanti e spiccati è l’utilizzo della guida automatica e la questione delle responsabilità in caso di sinistro. Ma in Europa come viene trattata l’intelligenza artificiale?
In una delle riunioni del Consiglio europeo tenutosi a giugno 2022, i governi hanno dato orientamenti sia sulla Transizione verde sia digitale. In questo ambito sono stati proposti dei nuovi pacchetti legislativi relativi all’IA, all’identità e alla legge sui dati, tra i quali è stata approvata una relazione sull’avanzamento dei lavori sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale. 

Il progetto era stato presentato dalla Commissione europea nell’aprile 2021 e può essere considerato un vero e proprio punto di svolta nella politica europea sulle AI, per progettare un’intelligenza artificiale affidabile e che soprattutto rispetti i diritti fondamentaliQuesto pacchetto di leggi ambisce a garantire che i sistemi immessi sul mercato europeo rispettino i valori dell’Unione europea e le leggi relative ai diritti fondamentali. La Commissione Europea, già a partire dal 2019, ha dato una definizione unitaria per le IA, definendole quali sistemi che analizzando l’ambiente e intraprendendo azioni con un certo grado di autonomia, mostrano comportamenti intelligenti per raggiungere obiettivi specifici. Una definizione che vale sia per le intelligenze software-based  sia incorporate all’interno di un sistema hardware.

Tornando alla questione legata alla guida automatica, proprio a partire dal 14 luglio 2022, la Convenzione di Vienna non richiede più la presenza del conducente. Con l’entrata in vigore dell’articolo 34-bis infatti, che aggiunge alla Convenzione di Vienna sulla circolazione il concetto di ‘sistema di guida automatica’, si eliminano gli ostacoli ai sistemi di assistenza che consentono al conducente di lasciare il volante, almeno in certe condizioni (a partire dagli Adas di livello 3). La Convenzione stabilisce che la guida automatica potrà uscire dall’attuale stato sperimentale o comunque limitato solo se recepita dalle leggi nazionali: si parla quindi di una applicazione immediata solo in teoria. L’ultimo decreto Infrastrutture (Dl 68/2022) non contiene traccia di revisione del Codice della strada per le intelligenze applicate alla guida automatica. La modifica alla Convenzione è però un primo passo per parlare di questo genere di tematiche che, nonostante l’avanzamento tecnologico e la sempre più imprescindibile Onlife, rimane ancora un tabù ai molti. 

[c.c]

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