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lunedì, 3 Ottobre 2022

Crisi dell’acqua gassata, in FVG si tiene duro comprando CO2 dall’estero

16.08.2022 – 08:15 – L’acqua gassata sta iniziando a mancare nei supermercati. Si sta concretizzando lo scenario annunciato nelle scorse settimane daifornitori i quali, a causa dell’elevato costo dell’anidride carbonica e le sue relative difficoltà di reperimento, non sono più in grado di produrre gli stessi volumi di acqua frizzante e bibite gassate (a rischio anche la produzione di Birra in alcuni birrifici, ndr). Il prezzo della CO2 in questo ultimo periodo è cresciuto di 7 volte. Per le cisterne che prima venivano pagate 3.000 euro, ora ne servono 21.000. Il primo a lanciare l’allarme era stato, un mese fa, Alberto Bertone, Presidente ed Amministratore Delegato di Acqua Sant’Anna. L’anidride carbonica attualmente in commercio, viene giustamente deviata sul settore sanitario il quale la utilizza per sterilizzare gli strumenti e per eseguire diversi esami diagnostici. Proprio a questo settore le compagnie produttrici di gas ed affini hanno deciso di dare la priorità, considerato che, a causa dell’inflazione, i costi delle materie energetiche continuano ad aumentare. In Friuli Venezia Giulia sono tre i marchi di acqua minerale quali “Goccia di Carnia” con sede a Forni Avoltri (UD), “Dolomia” con sede a Cimolais (PN) e “Pradis” con sede a Clauzetto (PN). Secondo quanto emerso sul quotidiano regionale “Il Friuli”, il primo non ha ancora esaurito le scorte di CO2 grazie ad una tempestiva e “un po’ fortunata” buona organizzazione degli acquisti negli scorsi mesi. Il problema secondo quanto spiegato dall’A.D. Samuele Pontisso, “è stato aggirato acquistando all’estero. Abbiamo comprato a costi proibitivi nei Paesi del Nord e l’ultimo rifornimento lo abbiamo fatto a Vienna. Purtroppo, per la rottura dell’impianto, il maggiore produttore di gas italiano, Yara di Ferrara, che produceva il 40% del fabbisogno, ha deciso di non far ripartire la produzione che non era più conveniente, visti i costi alle stelle dell’energia. Purtroppo ora, per abbassare i prezzi, bisogna andare solo all’estero”. Ad ogni modo, tale manovra andrà ad incidere sul costo finale al consumatore. Goccia di Carnia ha tuttavia reso noto di non avere ancora provveduto ad adeguare i prezzi delle proprie bottiglie di acqua gassata. Per quanto concerne Dolomia, secondo quanto riferito dall’A.D. Gilberto Zaina, la produzione di acqua frizzante è scesa del 30/40% ma, al momento, l’emergenza viene tamponata ancora una volta con l’acquisto di CO2 dall’estero; fenomeno che tuttavia porta ad allungare i tempi di produzione. Infine, per quanto riguarda Pradis, secondo quanto riferito dall’A.D. Luca d’Agostino, l’emergenza circa il reperimento della CO2 non sembrerebbe aver toccato più di tanto l’azienda pordenonese in quanto già di suo non produce numeri elevati di bottiglie d’acqua su base annua fermandosi a circa 4,5 milioni sia di naturale che di frizzante.

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