Trieste per Wärtsilä, centinaia di persone in piazza Unità

21.07.2022 – 15.54 – Neppure il caldo torrido è riuscito a scoraggiare le centinaia di persone che si sono già adunate per la mobilitazione contro la cessazione delle attività produttive del polo di San Dorligo della Valle. La decisione era stata comunicata dal gruppo finlandese in una nota diramata il 14 luglio e Trieste ha risposto come sa fare meglio. Autorità comunali e esponenti della regione, sigle sindacali, i lavoratori che rischiano il posto e quelli in pensione sono uniti nella piazza che è stata più volte, negli ultimi anni, teatro di lotte e follie: piazza Unità d’Italia.
La manifestazione è stata organizzata da Cgil, Cisl e Uil; subito hanno aderito tutti: Filcams, Fisascat e Uiltucs, UGL e anche USB, che per prima aveva annunciato un presidio sotto la prefettura per il 22 luglio, poi ricalendarizzato. Alla manifestazione è presente anche un servizio d’ordine portato dall’organizzazione e le forze di polizia tengono monitorata la zona. Ancora non sono state date comunicazioni ufficiali sul numero di partecipanti, ma si possono contare un numero approssimativo di 1500 persone.

Tra i primi ad arrivare il sindaco, Roberto Dipiazza. A seguire il Vescovo, poi il prefetto. “Non ci sono divisioni questa volta – dichiara il sindaco – destra e sinistra ci sono tutte. Tutta la città è con questi lavoratori. La Grandi Motori Trieste, oggi Wärtsilä, ha fatto la storia della città. Mi fa molto piacere che siamo qui tutti uniti. Sono molto soddisfatto e sono sicuro che porteremo a casa qualche risultato”. Il sindaco non risparmia una sua analisi personale: “Abbiamo avuto la fortuna e la capacità di portare la British American Tobacco con 500 milioni di investimento. Adesso questi (Wärtsilä ndr.) secondo me vorranno prendere qualcosa dal Pnrr, ma è una mia opinione. Io non sono ancora convinto che questi se ne vadano”, aggiunge poi dubbioso. “È una mia convinzione ripeto, vale quello che vale”. Dipiazza non riesce ad essere del tutto pessimista e non è sicuro che i finlandesi non decideranno di fare marcia indietro. “Da 1 a 10 dico ancora 6”, scommette. “Parleremo con Giorgetti – conclude – abbiamo un grande presidente della regione. Siamo tutti insieme non possiamo che portare a casa un risultato”.

“Tutta la città senza distinzioni di bandiere si deve stringere attorno a questa realtà”. Così il segretario provinciale di Fratelli d’Italia Claudio Giacomelli commenta la grande partecipazione alla mobilitazione, che coinvolge ogni area politica. È infatti, a mettersi a fianco dei lavoratori, anche Adesso Trieste, con il consigliere comunale Riccardo Laterza: “Siamo di fronte a imprenditori senza scrupoli che non hanno alcun interesse rispetto al valore sociale dell’impresa”.

La partecipazione soddisfa anche la parte sindacale. Ma frenano l’entusiasmo. Il pensiero è costante: “oltre ai 450 esuberi parliamo della chiusura di un impianto produttivo, il quale causerà sicuramente un danno molto grosso all’indotto e ai fornitori di componenti triestini”, dichiara Pietro Castrovini, di UGL metalmeccanici. Giù durissima l’USB: “Se necessario bisogna occupare la fabbrica”, per combattere “questi predoni del territorio”.

mb.r/r.s/m.v

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