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domenica, 2 Ottobre 2022

Porto di Trieste, cambio a caldo: aperto lo stato d’agitazione

15.07.2022 – 09.14 – I lavoratori impegnati in porto a Trieste nell’attività del molo VII proclamano lo stato d’agitazione. Ieri i rappresentati sindacali sono stati ricevuti in prefettura; il tema: il cambio a caldo e in particolare i malumori sono sorti attorno alla questione dei premi produttività non pagati ai lavoratori. “Si è introdotto un meccanismo sbagliato – spiega la segreteria provinciale di USB a incontro concluso – il cambio a caldo ha determinato di fatto un aumento dell’orario di lavoro”. A sollevare la problematica tanto i lavoratori ALPT quanto quelli TMT, tanto che lo scorso 10 maggio hanno organizzato un sit-in pacifico per manifestare contro i nuovi vertici e la nuova visione dei lavoratori del Porto della Trieste Marine Terminal. “Davanti l’intenzione di modificare le modalità di applicazione del cambio a caldo – si legge in una nota della sigla – soprattutto alla luce dei pesanti malumori e delle divisioni scaturite in TMT, si doveva avere la responsabilità di riportare ad un tavolo l’argomento e aprire un confronto sereno”. L’incontro “non è andato bene”, spiegano. La difficoltà sta nel trovarsi di fronte a un accordo firmato da Cgil, Cisl e Uil che permette all’azienda di difendere la propria posizione. Per i lavoratori ALPT “si barrica dietro il “dobbiamo fare quello che ci chiede il committente” cioè TMT”, atteggiamento non “giustificabile né accettabile”. USB vuole aprire una discussione per capire come applicare il premio per i lavoratori in modo tale che non sia per forza legato al meccanismo del cambio a caldo, ma piuttosto un sistema premiante di tipo collettivo. “Chiediamo che sul cambio a caldo ci sia una rivisitazione, magari introducendo anche qualche elemento di compensazione”. La prossima sarà la settimana delle assemblee. I vertici delle varie aziende con i rappresentanti sindacali si riuniranno con le istituzioni in materia di porto, industria, trasporto pubblico. I portuali del TMT e ALPT meditano su un possibile referendum che riguardi i soli lavoratori della banchina a cui questo accordo si applica. All’incontro in prefettura “l’autorità portuale era assente – concludono da USB – ed è stata un’assenza di peso. Ci aspettavamo un elemento di mediazione per aprire degli spazi di discussione”.

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