08.06.2022 – Dalla conferenza stampa tenutasi oggi (mercoledì 8 giugno), non emergono particolari novità rispetto a quanto già anticipato da Mauro Milanese nei giorni scorsi: la Triestina è in vendita, ma i tempi sono strettissimi e il rischio di mancata iscrizione al campionato e di fallimento è sempre dietro l’angolo. L’amministratore unico del sodalizio alabardato lo ha confermato questo pomeriggio, confermando anche di essere coinvolto in prima persona nella ricerca di qualche imprenditore serio disposto a salvare la società e confermando anche che il sindaco della città, Roberto Dipiazza, è anch’egli al lavoro sulla spinosissima questione.
“La vendita è una delle strade che stiamo percorrendo – ammette il dirigente alabardato, spiegando che anche gli eredi del compianto presidente si stanno muovendo in tale direzione – io in Italia e la famiglia Biasin in Australia. Ho sentito tante chiacchiere fino a questo momento, ma mi sembra strano che su 200mila persone nessuno possa mandare avanti la Triestina.”. Il problema grosso è la burocrazia australiana, che ha bloccato l’accesso al patrimonio di Mario Biasin da parte degli eredi: “I conti correnti sono bloccati, i bonifici esteri non possono essere fatti, i beni sono bloccati in attesa della successione.”. Un problema certamente non da poco, che di fatto costituisce il principale blocco al futuro della Triestina.
Certo, si potrebbe “bypassare” il problema se un potenziale acquirente decidesse di versare denaro liquido nelle casse della società (magari attraverso una sponsorizzazione) permettendole di saldare gli adempimenti necessari all’iscrizione al campionato, per poi rilevare la proprietà nel momento in cui fosse possibile. “Abbiamo bisogno di un singolo, di un gruppo, di una famiglia, di un’amministrazione comunale che si faccia carico di iscrivere la squadra in Serie C.” conferma infatti Milanese. Che poi fa anche sapere che il Comune potrebbe aver trovato degli acquirenti, di cui però non conosce l’identità: “Il Comune mi ha detto che ci sono due cordate interessate alla Triestina – sono le parole di Milanese – non ha voluto dirmi i nomi, ma ci sono dei tempi strettissimi per andare. Non credo che siano di Trieste, non ci sono mai state in questi anni. Spero che almeno una si concretizzi.”. Milanese fa anche chiarezza sulla situazione finanziaria del club: “Siamo sempre stati trasparenti – puntualizza – siamo disposti di detrarre qualche debito che non pensavamo di avere. A parole ci sono degli interessi, ma poi bisogna passare ai fatti” è la chiosa del dirigente.
Insomma, niente di nuovo rispetto a quanto detto l’ultima volta (e del resto, per questioni così spinose, due giorni sono un tempo troppo stretto perché ci siano novità importanti). Il futuro della Triestina è appeso a un filo: Milanese, la famiglia Biasin e l’amministrazione comunale stanno correndo contro il tempo per cercare di salvare la società ed evitare l’ennesimo fallimento nel giro di appena un decennio. Ma la situazione è davvero critica.
[E.R.]


